Trump ha sospeso alcune sanzioni contro la Russia
Avevano sostegno bipartisan, le aveva già firmate lui stesso e sarebbero entrate in vigore a breve: ora dice che vanno contro l'interesse nazionale
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sospeso l’entrata in vigore di un grosso pacchetto di sanzioni statunitensi contro la Russia. Le leggi erano state approvate dal Congresso e firmate anche da Trump stesso, e sarebbero entrate in vigore fra due giorni.
Trump ha preso la decisione con un ordine esecutivo, pubblicato dalla Casa Bianca, in cui sostiene che le sanzioni non sono nell’interesse nazionale degli Stati Uniti. La sospensione della loro entrata in vigore ha durata indefinita.
La decisione arriva dopo una settimana in cui Trump è stato molto attivo sulle questioni riguardanti la guerra in Ucraina, principalmente con misure che favoriscono la Russia e provano ad abbassare il prezzo dei carburanti negli Stati Uniti in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, in un momento in cui è molto impopolare nei sondaggi.
Le sanzioni sospese da Trump prevedevano l’imposizione di dazi del 500 per cento sul valore delle merci russe importate, e di dazi del 100 per cento sui cinque principali paesi importatori di petrolio e gas russo e sui cinque paesi che permettono di operare alla “flotta fantasma”, con cui il regime russo aggira divieti e sanzioni. Erano state proposte dal senatore Repubblicano Lindsey Graham, morto improvvisamente a luglio, ed erano state approvate con i voti sia dei parlamentari Repubblicani sia di quelli Democratici.
Venerdì scorso Trump aveva annunciato di essersi accordato con la Russia per comprare il suo petrolio, nonostante quasi tutti i paesi alleati dell’Ucraina abbiano deciso di smettere di farlo per evitare di finanziare il regime russo. Trump aveva poi annunciato un cessate il fuoco riguardante le infrastrutture energetiche ucraine e russe, che però di fatto non è mai esistito, dato che i due paesi non ne erano stati informati.
In questi giorni l’Ucraina aveva anche accusato l’amministrazione Trump di aver ordinato a SpaceX di limitare il suo uso di Starlink, un sistema satellitare usato dall’esercito ucraino per comandare i droni in operazioni offensive e difensiva. Nel frattempo Starshield (la versione militare di Starlink) è stata ripristinata, ma rimane poco chiaro da dove sia arrivato l’ordine di limitarla.
– Leggi anche: Chi ha ordinato le limitazioni di Starlink per l’Ucraina?



