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  • Venerdì 16 ottobre 2026

In Alto Adige gli insegnati protestano facendo sciopero delle gite

Chiedono soprattutto stipendi più alti, e un po' ha funzionato: per questo ora hanno iniziato a farlo anche in Trentino

Gite scolastiche in piazza Castello, Torino, 21 marzo 2024. ANSA/TINO ROMANO
Gite scolastiche in piazza Castello, Torino, 21 marzo 2024. ANSA/TINO ROMANO

Da maggio 2025 in diverse scuole dell’Alto Adige, dalle elementari alle superiori, alcuni movimenti di insegnanti hanno iniziato a protestare per chiedere un aumento degli stipendi: il metodo che hanno individuato per aumentare la pressione nei confronti delle istituzioni è stato sospendere la propria disponibilità ad accompagnare gli studenti nei viaggi d’istruzione, cioè nelle gite, oltre a ridurre o interrompere la partecipazione a diverse attività extracurricolari.

Hanno ottenuto qualcosa, ma vorrebbero di più: per questo la protesta sta proseguendo, e nel frattempo si è estesa ad alcune scuole del Trentino.

Gli insegnanti non sono obbligati ad accompagnare gli studenti nelle gite o in altre attività esterne alle lezioni, che richiedono una disponibilità volontaria. In assenza di un numero sufficiente di accompagnatori, le scuole sono spesso costrette a cancellare le attività programmate per tutti gli studenti.

Prima dell’inizio di quest’anno scolastico la giunta della provincia di Bolzano (che si amministra come una regione ed è competente per l’Alto Adige, come quella di Trento per il Trentino) aveva concesso aumenti salariali agli insegnanti, anche dopo le proteste dei rappresentanti dei genitori. Questi aumenti si aggiungevano a un adeguamento degli stipendi all’inflazione che era già stato approvato mesi prima.

In Trentino-Alto Adige, le province autonome di Trento e Bolzano possono infatti aumentare in modo indipendente i salari degli insegnanti, che oltre allo stesso contratto collettivo di categoria applicato nel resto d’Italia sono soggetti ai contratti collettivi provinciali, che prevedono integrazioni agli stipendi (su diverse materie le province di Trento e Bolzano hanno un certo grado di autonomia, essendo la regione a statuto speciale).

Questo risultato ha incoraggiato altri insegnanti a organizzare proteste simili: a Trento quelli del liceo scientifico Galileo Galilei ha ufficialmente aderito alla mobilitazione, con 70 professori su 87 che hanno scelto di non rendersi più disponibili a fare da accompagnatori per viaggi di istruzione, visite guidate o soggiorni all’estero. Davanti un altro liceo della città, il Leonardo Da Vinci, anche gli studenti hanno organizzato una protesta in solidarietà agli insegnanti.

Nonostante gli accordi salariali, i gruppi in rappresentanza degli insegnanti che avevano cominciato le proteste hanno deciso di continuare la mobilitazione anche per quest’anno, seppure in forma ridotta. Gli insegnanti ritengono infatti che gli incrementi siano ancora insufficienti rispetto all’aumento del costo della vita in Trentino-Alto Adige.

In Italia lo stipendio degli insegnanti è stabilito dal Contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) e varia in base al grado scolastico e all’anzianità di servizio. Secondo le tabelle retributive aggiornate al 2026, un insegnante laureato di scuola superiore guadagna a inizio carriera circa 2.100 euro lordi al mese (cioè circa 1.700 euro netti), fino ad arrivare a circa 3.270 euro lordi (circa 2.300 euro netti) a fine carriera. 

In Trentino-Alto Adige, oltre agli stipendi stabiliti dal proprio contratto nazionale, gli insegnanti ricevono anche le indennità previste dai contratti provinciali di Trento e Bolzano, ottenendo retribuzioni più elevate rispetto al resto d’Italia, ma a fronte di un costo della vita altrettanto alto, soprattutto per quanto riguarda le spese abitative.

Oltre all’aumento di stipendio, i gruppi chiedono anche maggiori finanziamenti per gli studenti con bisogni educativi speciali e per affrontare il crescente multilinguismo, maggiori risorse per la consulenza psicologica per studenti vulnerabili e migliori indennità agli insegnanti durante le gite.

– Leggi anche: Gli stipendi di chi lavora nelle scuole e nelle università aumenteranno

In tutta Italia per la verità ci sono da tempo difficoltà a trovare insegnanti disponibili ad accompagnare gli studenti in gita. Sia nel 2025 che nel 2026 i sondaggi periodici di Skuola.net avevano stimato che circa metà degli studenti delle superiori non avessero partecipato a gite di più giorni, soprattutto per la mancanza di accompagnatori.

In questo caso non c’erano di mezzo proteste specifiche, ma più in generale i compensi ritenuti insufficienti rispetto all’impegno richiesto e il timore delle responsabilità legali in caso di incidenti. In Trentino-Alto Adige questa indisponibilità finora prevalentemente individuale si è trasformata in una protesta collettiva.

– Leggi anche: Il problema delle gite scolastiche non è solo la burocrazia