Paolo Zampolli non è più inviato speciale del governo di Donald Trump

Paolo Zampolli, a Monaco, a febbraio 2026 (Matthias Balk/picture-alliance/dpa/AP Images)
Paolo Zampolli, a Monaco, a febbraio 2026 (Matthias Balk/picture-alliance/dpa/AP Images)

L’imprenditore italoamericano Paolo Zampolli non è più inviato speciale del governo di Donald Trump, che un anno e mezzo fa l’aveva nominato «inviato per le partnership globali». Un funzionario statunitense ha detto che il suo incarico è stato revocato e che Zampolli non è più dipendente del governo degli Stati Uniti.

Qualche ora prima il sito Politico aveva pubblicato un’inchiesta in cui sosteneva che da mesi c’erano discussioni accese e minacce via email tra Zampolli e il vicesegretario di Stato Christopher Landau, che lo avrebbe accusato di abusare del suo ruolo. In un post sui social media Zampolli non ha menzionato l’inchiesta, e ha detto che il suo incarico doveva durare in origine solo un anno e che era stato già esteso.

Gli inviati speciali sono rappresentanti diplomatici che i capi di Stato o di governo nominano per occuparsi di specifiche questioni non demandabili a un normale ambasciatore. Quando lo nominò Trump aveva detto che Zampolli avrebbe avuto l’incarico di «promuovere gli interessi americani sulla scena globale». Prima di questa nomina ufficiale sembrava che dovesse fare l’inviato speciale di Trump per l’Italia, un incarico inedito ma con cui Zampolli fece diversi incontri col governo italiano. Di recente Zampolli si era anche fatto notare per la richiesta alla FIFA di far comunque giocare l’Italia agli ultimi Mondiali di calcio, nonostante non si fosse qualificata.

Zampolli nacque a Milano, ma lasciò presto l’Italia e frequentò Miami, Ibiza e poi New York, dove iniziò a lavorare nella moda. Da fondatore di un’agenzia di modelle fece conoscere a Trump la sua attuale moglie, Melania. Anche grazie a questo è amico intimo di Trump, ed è un assiduo frequentatore della sua residenza in Florida, Mar-a-Lago, ma è anche molto vicino a illustri esponenti Democratici. Nel suo post sui social Zampolli ha detto, riferendosi a Trump: «Anni fa mi disse che ero troppo bravo per fare l’agente di modelle e mi ha portato nel mondo immobiliare. Ora mi ha detto: “Perché vuoi lavorare nel governo quando riesci a fare tutti questi accordi?” Il presidente ha sempre ragione».