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  • Giovedì 15 ottobre 2026

In Brasile è stata accorciata la settimana lavorativa

Da 6 a 5 giorni: è una vittoria per il presidente Lula, che il 25 ottobre cercherà di essere rieletto al ballottaggio

Una manifestazione elettorale a sostegno del presidente Lula, il 13 ottobre 2026 (AP Photo/Eraldo Peres)
Una manifestazione elettorale a sostegno del presidente Lula, il 13 ottobre 2026 (AP Photo/Eraldo Peres)
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Mercoledì il Senato brasiliano ha approvato definitivamente la legge che riduce la settimana lavorativa da 44 a 40 ore, con l’effetto di accorciarla da sei a cinque giorni, a parità di stipendio. È una vittoria per il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva, di sinistra, che aveva proposto la legge a maggio e che il 25 ottobre sfiderà al ballottaggio delle elezioni presidenziali il candidato di estrema destra Flávio Bolsonaro. Bolsonaro è il figlio dell’ex presidente Jair, che sta scontando una condanna a 27 anni per aver tentato di organizzare un colpo di stato nel 2022.

La riforma ha un grande sostegno popolare e Lula spera quindi che l’approvazione possa aiutarlo elettoralmente. Anche perché al primo turno delle elezioni è arrivato dietro a Bolsonaro, prendendo il 45 per cento dei voti contro il 47 dello sfidante, e quindi deve rimontare lo svantaggio se vuole essere eletto per un quarto mandato, il secondo consecutivo.

La campagna elettorale ha influenzato il modo in cui hanno votato i senatori, soprattutto quelli che inizialmente avevano dei dubbi sulla riforma. Flávio Bolsonaro, che è senatore, ha votato a favore della legge perché essendo un provvedimento molto popolare avrebbe perso consensi se si fosse opposto. Bolsonaro in passato si era però detto contrario alla riforma: è infatti politicamente vicino agli imprenditori che temono possa far aumentare eccessivamente il costo orario del lavoro.

Lula mentre festeggia l’approvazione della legge: «LA FINE DELLA SCALA 6X1 È ORMAI REALTÀ!», ha scritto. La scala “6×1” è il modo in cui veniva chiamato il vecchio sistema, perché appunto prevedeva sei giorni lavorativi e uno di riposo.

Alla fine la legge è passata con 75 voti favorevoli su 81 senatori e un solo contrario.

Secondo i calcoli del governo, la riduzione del monte ore settimanale riguarderebbe 15 milioni di persone che otterrebbero un giorno di riposo in più, e altre 22 avrebbero comunque una riduzione del monte ore settimanale (il Brasile ha 213 milioni di abitanti, circa 147 milioni sono in età da lavoro). L’entrata in vigore della legge avverrà in due fasi: due mesi dopo la pubblicazione l’orario lavorativo settimanale sarà ridotto da 44 a 42 ore e i giorni di lavoro da 6 a 5, dopo altri 12 mesi si arriverà a 40 ore.

La riforma vieta qualsiasi tipo di riduzione dello stipendio, questo vuol dire che la paga oraria salirà di conseguenza: quella minima, per esempio, passerà da 7,37 real all’ora (circa 1,30 euro) a 8,11 real all’ora (circa 1,43 euro). Flávio Bolsonaro, annunciando il suo voto favorevole, ha comunque dichiarato che, se eletto, il governo risarcirà le aziende per le conseguenze della legge.