Il governo del Pakistan ha imposto un lockdown nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa, dopo averne sciolto il governo
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Nei giorni scorsi il governo del Pakistan ha imposto un lockdown nella provincia nord-occidentale del Khyber Pakhtunkhwa, dopo che domenica aveva sospeso il governo provinciale e sostituito il capo del governo Sohail Afridi. Lunedì e martedì in molte aree le scuole sono state chiuse, le strade sono state bloccate e l’accesso a internet dai cellulari è stato ridotto. Mercoledì la situazione si è un po’ normalizzata, ma ci sono ancora blocchi stradali, e proteste e manifestazioni sono vietate. Per 13 anni il Khyber Pakhtunkhwa era stato governato dal Movimento per la Giustizia (PTI), di cui fa parte anche Afridi ed è stato fondato dall’ex primo ministro Imran Khan, il principale politico di opposizione nel paese, che dal 2023 è in carcere per corruzione (lui sostiene che le accuse siano politicamente motivate).
La sospensione del governo locale fa parte di una strategia del maresciallo Asim Munir, il capo delle forze armate pakistane, che insieme all’esercito controlla il governo centrale e vuole eliminare le amministrazioni provinciali per aumentare il suo potere. Le province in Pakistan sono molto estese e i governi locali hanno una grande influenza sulla politica nazionale.
La scorsa settimana il PTI aveva iniziato una grande marcia attraverso il territorio del Khyber Pakhtunkhwa: l’obiettivo era arrivare fino alla capitale Islamabad, per chiedere la liberazione di Khan. La marcia è stata sospesa domenica, dopo che il governo aveva decretato lo stato di emergenza e proibito le manifestazioni. Il governo ha detto anche di aver messo in custodia preventiva l’ex capo del governo provinciale, Sohail Afridi, insieme a diversi suoi collaboratori. Diversi politici del PTI hanno deciso di nascondersi per timore di essere arrestati.


