I Dodgers stanno perdendo e Shohei Ohtani gioca male
La più forte squadra di baseball rischia di non arrivare alle finali del campionato, e il suo giocatore più forte non lo è da un po'
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I Los Angeles Dodgers hanno vinto le ultime due World Series, le finali della Major League, il campionato nordamericano di baseball. Nelle finali di quest’anno di National League, di fatto le semifinali del campionato, i Dodgers hanno però perso le prime due partite contro i Milwaukee Brewers, che non giocano le World Series dal 1982 e non le hanno mai vinte.
Quindi i Dodgers sono a due sconfitte dall’eliminazione, e per quanto e come hanno vinto negli ultimi due anni, sarebbe una sorpresa. Per provare a evitarlo hanno persino valutato di lasciare in panchina Shohei Ohtani, il loro giocatore migliore e uno dei migliori nella storia del baseball.
Le finali di National League si giocano al meglio delle sette partite (vince chi arriva prima a quattro vittorie). Nella precedente fase a campionato i Brewers erano arrivati primi in National League con 103 vittorie su 162 partite, seguiti di poco dai Dodgers con 100 vittorie. Le due prime partite della serie – entrambe giocate a Milwaukee, in Wisconsin – sono finite 2-1 e 7-4 per i Brewers. Ora, nelle notti italiane tra mercoledì e venerdì, i Dodgers ne giocheranno due in casa.
Non sono ancora spacciati, ma per rimontare devono vincere quattro partite potendosi permettere di perderne solamente una. L’ultima volta che riuscirono a ribaltare un iniziale 2-0 fu nel 2020; in generale sono una squadra abituata a vincere, non a perdere ed eventualmente rimontare. Riferendosi al mese in cui la Major League arriva alla sua fase finale, prima della serie contro i Brewers The Athletic aveva scritto: «I Dodgers arrivano a ottobre come al solito: sono una potenza, i favoriti, i Golia». Il Wall Street Journal aveva scritto, assecondando quell’idea statunitense che il mondo corrisponda agli Stati Uniti: «A ottobre sarà Dodgers contro il mondo».
I Dodgers sono talmente forti e ricchi da essere stati accusati di rovinare il baseball, o quantomeno la Major League. Sono i più forti da anni e grazie ai loro grandi guadagni hanno aggiunto giocatori eccellenti a una squadra già ottima. Sono una delle poche squadre al mondo – di ogni sport – ad aver superato il miliardo di dollari di ricavi. Il loro monte ingaggi è simile al PIL del piccolo stato insulare di Palau.
Una parte rilevante di quei ricavi, oltre che delle vittorie, ha a che fare con lui:

Lui è Shohei Ohtani (AP Photo/Abbie Parr)
Ohtani è giapponese, ha 32 anni ed è un giocatore che nel baseball sa fare tutto e sa farlo benissimo. Uno di quei pochi sportivi capaci da soli di valere il costo del biglietto: della partita ma anche di una visita allo stadio in cui gioca, quasi fosse un’attrazione turistica. Ohtani attira pubblico, conquista nuovi tifosi e – appunto – genera importanti ricavi. Quest’anno però ha avuto problemi al ginocchio e al bicipite.
Da luglio gioca quindi solo come battitore (e non, come pure saprebbe fare ad altissimo livello, come lanciatore). Ma soprattutto, ha giocato ben al di sotto dei suoi altissimi standard. «È irriconoscibile», ha scritto The Athletic. Ohtani non fa un fuoricampo (l’azione più spettacolare, e che porta almeno un punto certo) da metà agosto: era il 30esimo di quest’anno, dopo che nel 2025 ne aveva fatti 55 e nel 2024 era diventato il primo di sempre a battere 50 fuoricampo e rubare 50 basi in una sola stagione.
«Ovviamente non sta andando bene», aveva detto Dave Roberts, allenatore dei Dodgers, parlando di Ohtani dopo la seconda sconfitta contro i Brewers: «Non è al meglio e penso che proveremo a capire insieme cosa sia meglio per lui. Di certo si è guadagnato il diritto di avere questa conversazione con me».
Lunedì The Athletic aveva citato fonti anonime dentro ai Dodgers secondo cui Ohtani avrebbe potuto essere sostituito dal 21enne Josue De Paula, al suo primo anno in Major League. Sarebbe stato come lasciare in panchina Lionel Messi, quello di una decina d’anni fa, per far giocare al suo posto in semifinale di Champions League un ragazzo che fino all’anno prima giocava in seconda squadra.
Alla fine la conversazione c’è stata e Ohtani giocherà anche la terza partita contro i Brewers. «Abbiamo parlato», ha detto Roberts: «È irremovibile nella sua convinzione di stare abbastanza bene da poter giocare». Sempre Roberts ha detto: «È un momento importante e noi ascoltiamo Shohei, siamo con lui e crediamo in lui fino alla fine».
Ohtani giocherà perché è comunque fortissimo, e quindi sempre capace di inventarsi giocate impossibili per altri. Ma anche perché lasciarlo in panchina non sarebbe stata solo una scelta tecnica, dell’allenatore. Sempre The Athletic aveva scritto che «ogni decisione sul tema deve essere presa, tra gli altri, da Andrew Friedman», che è presidente delle baseball operations dei Dodgers, quindi la persona cui spetta l’ultima parola su tutto ciò che riguarda la parte sportiva.
– Leggi anche: I Dodgers stanno – o forse stavano – rovinando il baseball?



