Tre giorni di iperattività di Trump sull’Ucraina
Dall'accordo con Putin sul gasolio fino a un cessate il fuoco che forse non esiste: breve ripasso di un fine settimana movimentato
- Condividi
- X
- Regala il Post

Negli ultimi tre giorni il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha preso una serie di iniziative nei confronti della Russia e dell’Ucraina che hanno provocato una nuova crisi nei rapporti con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e molta confusione sulle prospettive di un accordo per fermare la guerra.
Venerdì Trump ha concluso un accordo con il presidente russo Vladimir Putin per consentire alla Russia di esportare più gasolio sul mercato mondiale e statunitense e fare così abbassare i prezzi. Sabato ha chiesto la sostituzione di Zelensky, accusando l’Ucraina di provocare un aumento dei prezzi del carburante con i suoi attacchi contro le raffinerie russe.
Domenica, inaspettatamente, ha annunciato che Russia e Ucraina avevano raggiunto un accordo per sospendere gli attacchi alle rispettive infrastrutture energetiche. Un accordo che però non è stato confermato da nessuno dei due paesi, e di cui nemmeno il governo ucraino sembrava essere a conoscenza.
Al centro di questa serie di iniziative c’è soprattutto il prezzo del carburante negli Stati Uniti, che è aumentato molto negli ultimi mesi a causa della guerra contro l’Iran iniziata da Trump e Israele a febbraio. Tra poche settimane, il 3 novembre, negli Stati Uniti ci saranno le elezioni di metà mandato, e l’aumento del costo della vita è uno dei principali problemi politici per il presidente.
Trump sta cercando di aumentare la quantità di carburante disponibile sul mercato internazionale per abbassarne il prezzo. Per farlo si è rivolto alla Russia, che è uno dei principali produttori mondiali di petrolio, ma che negli ultimi mesi ha dovuto ridurre le esportazioni di gasolio a causa dei danni provocati dagli attacchi ucraini alle sue raffinerie. Da tempo infatti l’Ucraina sta conducendo una campagna di bombardamenti con droni a lungo raggio contro gli impianti petroliferi russi, ottenendo risultati importanti.
– Leggi anche: Perché Trump ha di nuovo rotto con Zelensky
Gli Stati Uniti avevano già chiesto più volte al governo ucraino di interrompere questi attacchi, che però per l’Ucraina sono uno dei principali strumenti per danneggiare l’economia russa.
Sabato Trump ha attaccato direttamente Zelensky. Lo ha accusato di provocare un «problema mondiale» con i bombardamenti contro le raffinerie russe e ha detto che l’Ucraina dovrebbe avere «un nuovo presidente». Non è la prima volta che Trump attacca Zelensky, e le sue critiche potrebbero avere conseguenze concrete sul sostegno militare statunitense all’Ucraina.
Secondo una ricostruzione pubblicata lunedì dal Financial Times, tra sabato e domenica funzionari dell’amministrazione Trump avrebbero contattato rappresentanti ucraini e di diversi paesi europei per chiedere che l’Ucraina interrompa gli attacchi contro le raffinerie russe. Secondo le fonti del Financial Times, gli Stati Uniti avrebbero minacciato di sospendere la condivisione di informazioni di intelligence e di bloccare il programma PURL, il piano con cui gli Stati Uniti consentono ai paesi europei di acquistare dagli Stati Uniti armamenti da inviare all’Ucraina.

Donald Trump e Vladimir Putin durante il loro ultimo incontro ad Anchorage, in Alaska, il 15 agosto del 2025 (AP Photo/Jae C. Hong)
Domenica è arrivato infine l’annuncio più sorprendente di Trump. Ha scritto sul suo social Truth che Russia e Ucraina avevano raggiunto un accordo per un «cessate il fuoco sull’energia», in vigore immediatamente. «Entrambe le parti hanno accettato. Non violatelo!», ha scritto.
Un accordo del genere significherebbe la fine degli attacchi di Russia e Ucraina contro le infrastrutture energetiche dell’avversario: uno sviluppo grosso e rilevante soprattutto in vista dell’inverno, quando gli attacchi russi contro le centrali elettriche e gli impianti di riscaldamento ucraini possono avere conseguenze particolarmente gravi per la popolazione civile.
L’annuncio ha però sorpreso lo stesso governo ucraino. Intervistato da Axios, Zelensky ha detto che era la prima volta che ne sentiva parlare. Ha aggiunto che, se Putin avesse davvero accettato di interrompere gli attacchi, anche l’Ucraina sarebbe stata pronta a farlo. La Russia non ha confermato l’esistenza dell’accordo e nelle ore successive al messaggio di Trump ha continuato a bombardare le infrastrutture energetiche ucraine.



