Le stime di fatturato di OpenAI sono inferiori a quanto si diceva

Per un motivo molto tecnico, che riguarda le indiscrezioni degli investitori alla stampa specializzata: i mercati non hanno reagito bene

Sam Altman, amministratore delegato e cofondatore di OpenAI (Minh Connors/Bloomberg/Getty Images)
Sam Altman, amministratore delegato e cofondatore di OpenAI (Minh Connors/Bloomberg/Getty Images)

In base ai risultati ottenuti fino a settembre OpenAI, l’azienda che sviluppa ChatGPT, ha detto di prevedere che i propri ricavi nel 2026 saranno di 50 miliardi di dollari. Sono 20 miliardi in meno rispetto ai 70 riportati in precedenza dai giornali specializzati sulla base delle informazioni circolate tra gli investitori. Lo ha scritto giovedì il Financial Times e, dopo che la notizia si è diffusa, i titoli del settore tecnologico sono scesi in borsa. È infatti un divario notevole e segnala la possibilità che le previsioni di crescita del settore dell’intelligenza artificiale fossero troppo ottimiste.

La differenza di 20 miliardi di dollari è dipesa dal modo in cui sono stati calcolati i ricavi e la stima del fatturato annuale. Questi dati vengono diffusi dagli investitori e non da OpenAI, che è un’azienda privata e non è tenuta a diffondere regolarmente il proprio fatturato. A luglio gli investitori di OpenAI avevano detto che la previsione dei ricavi dell’anno era di 40 miliardi di dollari, anche se OpenAI ne aveva dichiarati 30: lo fecero perché calcolarono il fatturato in modo diverso da come OpenAI aveva sempre fatto, creando l’incomprensione emersa in questi giorni.

A luglio gli investitori avevano parlato di 40 miliardi nel tentativo di fare un confronto più equo con la principale concorrente di OpenAI nel settore, ovvero Anthropic, l’azienda del chatbot Claude. Anthropic infatti calcola come ricavi anche la somma pagata dalle aziende che usano i suoi modelli attraverso piattaforme terze (come AWS e Google Cloud) includendo la quota trattenuta dalle piattaforme stesse. OpenAI al contrario aveva sempre calcolato la cifra al netto della somma trattenuta dalle piattaforme intermediarie.

In estate poi OpenAI aveva aggiornato la propria previsione dei ricavi, dicendo agli investitori che era aumentata del 70 per cento. Sui media cominciò dunque a circolare la stima dei 70 miliardi di dollari, che era però basata sui 40 calcolati dagli investitori a luglio. Questo dato non è stato smentito per settimane, finché nell’ultima riunione con gli investitori l’azienda ha mostrato le previsioni calcolate con il suo metodo, passate dai 30 miliardi di dollari di luglio a 50 miliardi di dollari a settembre.

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