• Mondo
  • Venerdì 9 ottobre 2026

Il fumo degli incendi in Indonesia complica gli eventi a Singapore

A partire dal Gran Premio di Formula 1 di questo weekend: il paese si sta organizzando

La nebbia causata dal fumo degli incendi in Indonesia offusca lo skyline di Singapore, il 9 ottobre 2026 (AP Photo/David Hu)
La nebbia causata dal fumo degli incendi in Indonesia offusca lo skyline di Singapore, il 9 ottobre 2026 (AP Photo/David Hu)
Caricamento player

A Singapore negli ultimi giorni la qualità dell’aria è stata resa pessima dal fumo provocato dagli incendi nella vicina Indonesia. È un evento ricorrente nella zona, ma in questo caso è particolarmente grave, e oltre a causare problemi alla salute e danni economici rischia di complicare alcuni grandi eventi che si tengono all’esterno questo weekend, a partire dal Gran Premio di Formula 1.

La qualità dell’aria a Singapore in questo periodo è ai minimi dal 2015, l’anno peggiore registrato finora; l’indice più usato dal governo, che misura la media dei principali inquinanti su 24 ore, indica livelli superiori a quelli di sicurezza in tutta la città stato (che è grande circa 734 chilometri quadrati, quanto una piccola provincia italiana). Solitamente Singapore gode di una qualità dell’aria migliore rispetto a molte altre metropoli asiatiche, grazie a rigide regole sulle emissioni delle fabbriche e delle auto.

Il governo ha raccomandato di limitare le attività all’aperto, in particolare per persone vulnerabili (donne incinte, anziani, bambini, chi è affetto da malattie ai polmoni o al cuore), e alcune scuole hanno modificato le proprie attività per far passare agli alunni meno tempo fuori. Le previsioni sono che l’inquinamento peggiori ulteriormente nelle prossime ore.

La qualità dell’aria potrebbe essere un problema anche per le quasi 300mila persone che hanno acquistato un biglietto per assistere al Gran Premio di Formula 1 (che si corre sulle strade di Singapore, non in un autodromo), e per le molte altre che lo osserveranno da balconi e terrazze panoramiche. Da anni il governo di Singapore investe molto per attirare visitatori in occasione del Gran Premio, che generano un indotto importante per il paese. Inoltre nel weekend sono previsti anche concerti all’aperto dei Killers, di Lana Del Rey e di Janet Jackson.

La foschia provocata dagli incendi ha rovinato anche la visuale sul famoso skyline di Singapore ai molti turisti arrivati negli ultimi giorni, indipendentemente dal Gran Premio; se n’è molto discusso anche a un altro evento internazionale appena conclusosi nel paese, Token2049, la più grande conferenza al mondo sulle criptovalute.

In previsione del grande afflusso di persone la commissione per il turismo a Singapore ha detto che sta immagazzinando mascherine e si sta preparando a prestare cure mediche alle persone che ne dovessero avere bisogno. Ha anche detto che informerà il pubblico sui rischi legati alle condizioni dell’aria. La Formula 1 ha detto che mentre gli eventi all’aperto associati al Gran Premio potrebbero subire variazioni, non dovrebbero esserci modifiche nella programmazione della corsa.

Lewis Hamilton durante le prove libere a Singapore, il 9 ottobre 2026 (AP Photo/Vincent Thian)

Nonostante i rischi per la salute e i problemi di visibilità, diversi piloti sembrano aver preso la situazione con filosofia. Il finlandese Valtteri Bottas, che corre con la Cadillac e ha percorso in bicicletta la distanza dalla precedente gara in Malaysia a Singapore, ha detto che la situazione «non è ancora così estrema» e che comunque «non c’è molto che ci si possa fare». Lewis Hamilton, della Ferrari, ha detto che è concentrato su «altri problemi molto più grandi». Carlos Sainz, della Williams, ha fatto notare che mentre corrono i piloti respirano i gas di scarico dell’auto davanti a sé, cosa che a molti di loro piace pure.

Il circuito di Singapore è di per sé molto impegnativo, e la visibilità ridotta dovuta allo smog si unisce alle temperature estreme (anche oltre i 50 gradi °C) raggiunte solitamente all’interno degli abitacoli delle monoposto da Formula 1. I piloti perdono dai 2 ai 4 chili di peso a causa della sudorazione durante la corsa.

Gli incendi in Indonesia, concentrati sulle isole del Borneo e di Sumatra, vengono appiccati per distruggere la vegetazione e fare spazio a piantagioni per la produzione di carta e olio di palma. Quest’anno sono stati resi più intensi dagli effetti di El Niño, il fenomeno di riscaldamento dell’acqua dell’oceano Pacifico che causa effetti a cascata sul clima globale e che ha ridotto le precipitazioni nella zona.

Una mappa realizzata dal governo di Singapore che mostra la situazione degli incendi e del fumo il 9 ottobre: la zona arancione è quella dove c’è “nebbia moderata”, in quella rossa c’è “nebbia densa” e i puntini rossi rappresentano gli incendi, concentrati nel sud delle isole di Sumatra e del Borneo (dal sito haze.gov.sg)

Sono incendi particolarmente difficili da spegnere perché in molti casi riguardano le torbiere, paludi dove la materia vegetale in decomposizione nel terreno si trasforma in torba, un materiale infiammabile: anche una volta spente le fiamme in superficie, gli incendi possono ripartire dalla torba che continua a bruciare nel terreno.

A ottobre, durante la stagione secca, il cambiamento dei venti spinge il fumo verso Singapore e la Malaysia; il governo malaysiano ha deciso di chiudere le scuole in diverse regioni. In passato il fumo ha causato reazioni diplomatiche dei due paesi contro l’Indonesia, ma oggi sembrano prevalere i tentativi di collaborazione: la Malaysia ha offerto il suo aiuto per spegnere gli incendi.