L’ex ILVA di Taranto comincerà a chiudere da domani
E gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure si fermeranno temporaneamente entro il 15 novembre
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Acciaierie d’Italia, la società proprietaria dell’ex ILVA, ha detto che a partire da domani, venerdì 9 ottobre, saranno sospese tutte le attività produttive dell’area a caldo che si trova nello stabilimento di Taranto. L’azienda l’ha comunicato chiedendo l’attivazione della cassa integrazione per i lavoratori. Poco prima aveva detto che anche gli stabilimenti di Genova e Novi Ligure si fermeranno temporaneamente entro il 15 novembre.
Le decisione della società è arrivata dopo che alla fine di luglio la Corte d’appello di Milano aveva deciso la chiusura entro il 28 ottobre dell’area a caldo, che è la parte più importante dell’impianto ma anche la più inquinante. Dopo la sentenza di luglio Acciaierie d’Italia aveva provato a chiedere per due volte la sospensione della chiusura, ma la Corte aveva respinto entrambe le richieste, l’ultima volta lunedì.
– Leggi anche: Siamo sempre più vicini alla chiusura dell’ex ILVA
L’area a caldo è dove le materie prime vengono fuse negli altiforni e trasformate nell’acciaio che poi viene trasportato e lavorato negli stabilimenti nel Nord Italia. Senza l’acciaio da lavorare non può proseguire l’attività nemmeno degli stabilimenti di Genova e Novi Ligure. I sindacati, però, si aspettavano che l’interruzione sarebbe arrivata più tardi, dato che gli impianti avevano ancora diverse tonnellate di materiale da lavorare.
L’azienda aveva comunicato il blocco degli impianti di Genova e Novi Ligure ai rispettivi sindaci, Silvia Salis e Rocchino Muliere, che avevano a loro volta diffuso la notizia in una nota congiunta. I due amministratori hanno scritto di comprendere le difficoltà dell’azienda, ma anche che considerano l’annuncio dell’interruzione «inaccettabile».
Giovedì e venerdì i sindacati parteciperanno ad alcuni incontri con il governo al ministero delle Imprese e del Made in Italy per discutere del futuro dei lavoratori degli impianti.
L’ex ILVA è l’impianto siderurgico più grande d’Italia e, dopo molte sentenze che ne hanno ordinato la chiusura a causa del suo impatto ambientale, è gestita in amministrazione straordinaria dallo Stato italiano, che da tempo sta provando a venderla ad aziende private, senza successo.



