• Mondo
  • Martedì 6 ottobre 2026

Ci sono decine di migliaia di persone alle proteste degli studenti in Francia

Ci sono stati scontri con la polizia, il governo ha sospeso le lezioni fino alla fine della settimana

Una persona con il volto coperto lancia un oggetto durante gli scontri con la polizia nel corteo in corso a Parigi, 6 ottobre 2026 (REUTERS/Yves Herman)
Una persona con il volto coperto lancia un oggetto durante gli scontri con la polizia nel corteo in corso a Parigi, 6 ottobre 2026 (REUTERS/Yves Herman)
Caricamento player

Decine di migliaia di persone, tra studenti delle superiori, universitari, genitori, insegnanti e sindacalisti, stanno partecipando alle numerose manifestazioni organizzate in varie città francesi. Sono un seguito delle proteste iniziate il 21 settembre al liceo Saint-Exupéry di Créteil, a Parigi, e che vanno avanti ormai da giorni. In alcune città ci sono stati anche scontri tra i manifestanti e la polizia.

È successo in mattinata a Lione, Strasburgo, Rennes e poi anche a Parigi, dove il corteo è cominciato nel primo pomeriggio da Place de la République. Le tensioni sono iniziate nei pressi di Place de la Nation, in un quartiere a sudest del centro dove dovrebbe concludersi la manifestazione: un gruppo di manifestanti ha lanciato pietre e altri oggetti contro gli agenti in tenuta antisommossa, che hanno risposto sparando gas lacrimogeni contro i manifestanti. Anche a Rennes sono stati usati, insieme agli idranti.

Parlando all’Assemblea nazionale, la camera bassa, nel primo pomeriggio il primo ministro Sébastien Lecornu ha condannato le violenze e ha annunciato che mercoledì, giovedì e venerdì il normale orario delle lezioni sarà sospeso per permettere ai dirigenti scolastici di organizzare dei momenti di «democrazia interna» a ogni scuola. Non ha specificato in cosa consistano, ma saranno probabilmente dei momenti di confronto interni a ogni scuola.

Il ministero dell’Istruzione ha detto che martedì le lezioni sono state interrotte parzialmente o del tutto in 891 scuole su 3.700. Stando alle stime ufficiali del ministero dell’Interno i partecipanti alle manifestazioni di martedì sono stati poco meno di 260mila, di cui 56mila soltanto a Parigi, ma per gli organizzatori della mobilitazione sono molti di più.

Gli studenti delle scuole superiori chiedono al governo maggiori risorse, migliori condizioni di studio, la sostituzione degli insegnanti assenti, la ristrutturazione degli edifici e classi meno affollate. A differenza di altre mobilitazioni incentrate su specifiche riforme del sistema dell’istruzione, l’obiettivo di questa protesta è l’approvazione di politiche strutturali, interventi che richiedono tempo e denaro.

A Parigi la mobilitazione era iniziata fin dal primo mattino, con blocchi stradali davanti ai licei Hélène-Boucher e Louis-le-Grand, dove sono stati posizionati cassonetti e barriere per bloccare l’accesso agli edifici. Un gruppo di studenti ha bloccato anche il traffico su Cours de Vincennes, un’importante arteria della città. Diverse università, tra cui la Sorbona, Sciences Po e Paris 1, sono rimaste chiuse.

Al corteo di Parigi si è presentato anche Jean-Luc Mélenchon, il leader del partito di estrema sinistra La France insoumise (LFI), che ha incoraggiato la protesta degli studenti dicendo loro che quello in corso è «il movimento giovanile più potente degli ultimi cinquant’anni». LFI sta molto sostenendo le proteste studentesche, perché sta cercando di consolidare il consenso del suo elettorato in vista delle elezioni presidenziali di aprile del 2027, in cui Mélenchon è candidato e nei sondaggi è secondo dopo la candidata di estrema destra Marine Le Pen.

La polizia in tenuta antisommossa a poche decine di metri dal corteo a Parigi, 6 ottobre 2026 (AP Photo/Teresa Suarez)

A Nîmes, nel sud della Francia, circa duecento studenti hanno bloccato l’ingresso al liceo Alphonse-Daudet, dal primo mattino. Si è poi tenuto un corteo, che si è concluso pacificamente nel primo pomeriggio. A Lione c’è stato un corteo molto partecipato che si è concluso in tarda mattinata dopo che alcuni manifestanti si sono scontrati con la polizia. Anche a Marsiglia è finita la manifestazione ufficiale, ma migliaia di studenti liceali e universitari hanno poi continuato a marciare per le vie del centro città. A Lille invece, nel nord della Francia, migliaia di persone sono ancora radunate in manifestazione, che per il momento si sta svolgendo in modo tranquillo.

– Leggi anche: Perché gli studenti francesi protestano