Per la Corte costituzionale spagnola il reato di cui è accusato Carles Puigdemont può essere amnistiato, aprendo la strada al suo ritorno
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La Corte costituzionale della Spagna ha stabilito che il reato di cui è accusato Carles Puigdemont, l’ex presidente catalano che organizzò il referendum sull’indipendenza della Catalogna nel 2017, può essere amnistiato. Ora ci si aspetta che venga annullato il mandato di arresto contro Puigdemont, aprendo in pratica la strada al suo ritorno nel paese dal Belgio, dove si era rifugiato per sfuggire alla giustizia spagnola.
Carles Puigdemont è accusato di malversazione, cioè l’appropriazione indebita di fondi pubblici. L’accusa avrebbe dovuto essere cancellata da un’amnistia per gli indipendentisti catalani decisa nel 2023 dal governo di Pedro Sánchez, come parte del patto con cui il primo ministro si era assicurato il sostegno del partito di Puigdemont, Junts per Catalunya (nazionalista catalano di centrodestra). Nel 2024 però il Tribunale Supremo spagnolo aveva negato la sua applicazione nei casi di malversazione. Ora la Corte costituzionale ha annullato quella sentenza e ha ordinato al Tribunale Supremo di concedere l’amnistia a Puigdemont e agli altri indipendentisti accusati o condannati per quel reato.
La decisione della Corte Costituzionale di applicare l’amnistia permette inoltre alle persone che erano state escluse dai pubblici uffici in quanto condannate per malversazione di candidarsi alle elezioni anticipate, convocate per il 29 novembre.
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