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  • Martedì 6 ottobre 2026

Perché l’ultima partita di Messi con l’Argentina sarà contro il Benin?

Non la nazionale che ci si aspetterebbe per un evento così importante, ma alla federazione argentina non importa: basta fare soldi

Lionel Messi si allena il giorno prima della sua ultima partita con l'Argentina, contro il Benin il 6 ottobre del 2026 (AP Photo/Gustavo Garello)
Lionel Messi si allena il giorno prima della sua ultima partita con l'Argentina, contro il Benin il 6 ottobre del 2026 (AP Photo/Gustavo Garello)

Nella notte tra martedì 6 e mercoledì 7 ottobre (all’1 italiana), Lionel Messi giocherà la sua 208esima e ultima partita con l’Argentina, un’amichevole contro il Benin allo stadio Monumental di Buenos Aires. Soprannominata “l’ultimo tango”, la partita è parecchio attesa: Messi è uno dei calciatori più tifati e amati, non solo in Argentina, e da settimane aveva annunciato il suo ritiro dalla nazionale. Secondo l’allenatore argentino Lionel Scaloni la partita contro il Benin sarà «una giornata indimenticabile». Secondo altri, però, sarà «una pagliacciata».

La nazionale del Benin, infatti, è solo 89esima nel ranking FIFA, la classifica delle nazionali fatta periodicamente dall’organo che governa il calcio mondiale. L’Argentina è seconda e il calcio nel paese è gestito da una federazione calcistica (l’AFA) molto più ricca di quella del Benin. L’AFA e il suo presidente Claudio Tapia vogliono guadagnare il più possibile da queste amichevoli, senza badare troppo all’aspetto agonistico.

Nel novembre del 2025, pochi mesi prima dei Mondiali, l’AFA si fece pagare 12 milioni di euro per andare a giocare a Luanda, in Angola. Nel 2026 ha ospitato diverse squadre africane di basso livello: a marzo ha battuto Mauritania e Zambia per un totale di 7 gol a 1, e pochi giorni fa ha giocato contro il Burkina Faso. Sono nazionali molto meno importanti dell’Argentina, che ha giocato le ultime due finali dei Mondiali: l’AFA può quindi permettersi di non pagare il “gettone per la presenza”, offrendo a quelle nazionali solo la visibilità. Spende così il meno possibile per organizzare la partita e riempie comunque gli stadi, facendo leva sulla grande popolarità di Messi e di una squadra che va molto bene.

L’argentino Gianluca Prestianni e due giocatori del Burkina Faso durante l’amichevole giocata a Buenos Aires il 3 ottobre 2026 (AP Photo/Gustavo Garello)

Soprattutto l’organizzazione della recente partita contro il Burkina Faso è stata criticata. Per spendere il meno possibile, l’AFA ha stabilito di rimborsare ai giocatori burkinabé solo voli di linea, e non un volo privato. I giocatori avrebbero dovuto fare diversi scali e metterci un giorno intero per raggiungere l’Argentina, per questo molti (allenatore compreso) si sono rifiutati di andare. Al loro posto è stata chiamata la nazionale del Burkina Faso Under 23, che in tutta fretta ha cancellato un’amichevole coi pari età del Mali ed è arrivata a Buenos Aires poche ore prima della partita.

Non è stata una partita seria. Dopo 12 minuti l’Argentina vinceva 3-0 ed è finita 7-0. Dopo la partita Scaloni ha detto che «il Burkina Faso ha onorato il calcio, ha fatto il possibile perché la partita non venisse cancellata».

Una cosa simile rischia di succedere nella partita contro il Benin. Il principale sito sportivo del paese, Méga Sports, ha scritto che i calciatori beninesi non sono affatto nelle «condizioni ideali per prepararsi» alla partita contro l’Argentina. In un intero piano dell’hotel in cui sono alloggiati manca l’acqua calda, una parte delle divise da allenamento e da gara non è mai arrivata in aeroporto, per gli allenamenti mancava un numero adeguato di palloni, nella sala pesi ci sono solo due cyclette e due tapis roulant. Jonas Bidé, esperto di tattica della nazionale del Benin, ha avuto le vertigini ed è svenuto durante il lunghissimo viaggio verso l’Argentina. Steve Mounié, il capitano e l’attaccante migliore del Benin, è infortunato e per poter assistere alla partita ha deciso di pagarsi da sé il viaggio.

La Nación, uno dei maggiori quotidiani argentini, scrive che queste amichevoli dell’Argentina sono state organizzate da EuroData Sport, un’agenzia internazionale di gestione e consulenza sportiva di proprietà della famiglia colombiana Pachón. Ma secondo Guillermo Tofoni, ex dirigente che organizzava le amichevoli dell’Argentina quando il presidente dell’AFA era Julio Grondona, il problema è la mancanza di professionalità degli attuali dirigenti dell’AFA. Non solo mettono il profitto economico davanti a tutto, ma non si accorgono nemmeno che organizzare l’ultima partita di Messi contro una squadra come il Benin ha poco senso dal punto di vista commerciale: tante squadre ben più forti sarebbero state ben felici di giocare una partita così importante. E far giocare Messi contro altri campioni avrebbe aumentato ulteriormente l’interesse per la partita.

Com’è facile intuire, comunque, i biglietti per la partita sono stati venduti molto in fretta. Lo stadio in cui si gioca, il Monumental di Buenos Aires, è il più capiente del paese: può contenere circa 85mila spettatori. Sulla principale piattaforma che l’AFA usa per vendere i biglietti dell’Argentina, DeporTick, sono esauriti. I biglietti meno cari costavano circa 50 euro, mentre adesso sui siti di rivendita se ne trovano pochissimi e a diverse migliaia di euro.

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