Elly Schlein vuole un solo rivale alle primarie

Ha fatto capire di voler andare allo scontro diretto con Giuseppe Conte, ma per farlo dovrà convincere molte persone

La segretaria del Pd Elly Schlein alla Festa dell'Unità di Portici, Napoli, 26 Settembre 2026 (ANSA/CESARE ABBATE)
La segretaria del Pd Elly Schlein alla Festa dell'Unità di Portici, Napoli, 26 Settembre 2026 (ANSA/CESARE ABBATE)

Venerdì durante la riunione nazionale di direzione del Partito Democratico è diventata chiara la volontà della leader del partito Elly Schlein di fare le primarie del centrosinistra e di partecipare da sola in uno scontro diretto contro il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte. Nel suo discorso ha detto: «Noi siamo disponibili e pronti anche alla primarie», e poi ha aggiunto: «le vinceremo insieme avendo poi grande cura di rappresentare tutte quelle diverse sensibilità che è normale ci siano tra forze politiche alleate».

Anche se con parole un po’ criptiche Schlein si è di fatto rivolta ai partiti del cosiddetto “campo largo” e ai vari leader e politici che negli ultimi mesi avevano detto o fatto capire di star valutando di candidarsi, chiedendo loro di farsi da parte, sostenere la sua candidatura contro Conte, e poi fidarsi del fatto che il PD riconoscerà loro quanto gli spetta nelle liste elettorali e in caso di un’eventuale vittoria. Non sarà facile convincerli tutti.

Da mesi tra i partiti del centrosinistra che si oppongono al governo di Giorgia Meloni si dibatte in modo piuttosto sterile su chi debba far parte della coalizione cosiddetta “campo largo” e chi no, su quali debbano essere le priorità del programma e, soprattutto, su chi debba essere il leader della coalizione, cioè la persona che ricoprirà la carica di presidente del Consiglio in caso di vittoria.

Stabilito che per decidere quest’ultima cosa si faranno delle primarie interne, si dovrà discutere di come farle: a turno secco vincerebbe il candidato con più voti, mentre a doppio turno si andrebbe al ballottaggio tra i due più votati. Inoltre andrà deciso se si potrà votare solo di persona o anche online. L’idea di Schlein è di andare a un turno secco con solo due candidati, lei e Conte appunto, anche a costo di cedere alla richiesta del Movimento 5 Stelle di accettare anche i voti online.

Non sembra però facile. Al momento infatti la coalizione di centrosinistra è molto composita. Oltre al PD e al Movimento 5 Stelle, ne fa parte anche Alleanza Verdi e Sinistra, coi leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. Attorno a quesi tre partiti gravitano poi altri progetti politici più centristi come Casa Riformista, sostenuto da Matteo Renzi, Progetto civico di Alessandro Onorato e Più Uno di Ernesto Maria Ruffini.

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Alle ambizioni di questi movimenti e dei loro leader vanno aggiunte poi quelle di alcuni sindaci di cui si è ipotizzato un possibile passaggio alla politica nazionale, come Beppe Sala (Milano), Gaetano Manfredi (Napoli) e Silvia Salis (Genova), nonostante a giugno avesse detto in modo perentorio che avrebbe continuato a fare la sindaca fino alla fine del suo mandato. Non solo, era emersa anche la possibilità di un’altra candidatura interna al PD, quella di Giorgio Gori, che parteciperebbe in rappresentanza di un’area riformista e moderata del partito. Riguardo la sua candidatura Schlein aveva già fatto capire di essere motivata a impedirla in tutti i modi.

Di fatto Schlein sta chiedendo una grossa rinuncia agli altri possibili candidati: sia perché limitando la campagna elettorale per le primarie solo a lei e a Conte toglierebbe loro molte occasioni di visibilità mediatica, in un momento di avvicinamento alle elezioni politiche fondamentale per ottenere consensi; sia perché una larga partecipazione alle primarie permetterebbe ai vari partiti e movimenti di quantificare il loro peso all’interno della coalizione e sulla base di questo negoziare i posti nelle liste elettorali e i ruoli in un eventuale governo. È a questo che Schlein si riferisce quando dice che se dovesse vincere contro Conte avrà «grande cura di rappresentare tutte quelle diverse sensibilità», chiedendo di fatto un atto di fiducia nei suoi confronti.