Nella Serie A femminile ci sono due Como
Che non giocano a Como e non avevano mai giocato prima nello stesso campionato
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Quest’anno la Serie A femminile di calcio avrà tre derby: oltre a quelli di Roma e di Milano, ci sarà quello che qualcuno già chiama “derby del lago”. È il lago di Como, la cui città ha due squadre in Serie A: una è il Como Women, che indossa divise bianconere; l’altra è biancoblu e si chiama Como 1907, come quella allenata da Cesc Fàbregas.
Tra le due squadre non c’è una grande rivalità, almeno non per ora: non erano mai state prima nello stesso campionato, e nessuna delle due gioca a Como. Ma non è detto che una rivalità non nascerà: il primo derby tra le due squadre – in Serie A Women’s Cup, un torneo estivo che precede la Serie A – è finito con un’espulsa per parte e lo ha vinto 2-1 il Como Women, che è la squadra con più esperienza.
Il Como Women gioca le sue partite casalinghe a Meda, allo stadio Mino Favini, da circa 2.500 posti (prima erano a Seregno). Il Como 1907 gioca in genere sul campo del Centro Sportivo Lambrone di Erba, dove c’è una sola piccola tribuna separata dal campo da una pista di atletica, e solo di rado nello scenografico ma vetusto stadio Sinigaglia.
Sono molto diverse anche le proprietà delle due squadre, e il modo in cui cercano di conquistare tifose o tifosi.
Il Como Women non ha un corrispettivo maschile e non punta solo sull’area di Como ma anche sulla Brianza, dove la squadra gioca da anni. Da qualche anno ha anche avviato un piano di rebranding, per farsi un’immagine più cool.
Lo si vede bene sui loro social
Il Como 1907 (che a livello maschile, dove non ha bisogno di distinguersi da un altro Como, è semplicemente noto come “il Como”) punta invece a chi già tifa la squadra maschile, che negli ultimi anni sta andando benissimo. L’idea di base è di replicare lo stesso modello, non solo calcistico e finora molto efficace, applicato a livello maschile dal club, che è di proprietà della ricchissima famiglia indonesiana degli Hartono.
Il Como Women è in Serie A dal 2022, dove non è mai finito oltre il settimo posto. Ma di fatto la squadra è un proseguimento del Como 2000, un club solo femminile fondato nel 1997 che giocò in Serie A otto stagioni tra il 2001 e il 2017. Il direttore generale del Como Women, poi, è Miro Keci, che ha una lunga carriera da allenatore nel femminile ed è considerato un grande “scopritore di talenti”. È stato lui a portare in squadra Astrid Gilardi, la migliore portiera della scorsa stagione, e la capitana Nadine Nischler, una centrocampista con un forte senso del gol scovata mentre giocava in Serie C.

La calciatrice del Como Women Ramona Petzelberger durante una partita della scorsa stagione di Serie A, 11 ottobre 2025 (Fabio Ferrari/LaPresse)
Il Como 1907 è invece alla sua prima stagione in Serie A: ci è arrivato dopo aver vinto la Serie B alla sua prima partecipazione, e con tre giornate di anticipo. A dispetto del nome (il 1907 è l’anno di fondazione del club, per gran parte della sua storia solo maschile), il progetto di quest’altro Como è partito solo nel 2020, con squadre giovanili iscritte ai campionati dilettantistici di categoria più bassa.
La società cambiò decisamente passo nel 2024, quando scelse come responsabile del settore femminile Heather O’Reilly, ex centrocampista della nazionale statunitense, vincitrice di tre ori olimpici e di un Mondiale. Nel 2025 il Como 1907 acquistò poi dal ChievoVerona femminile il titolo sportivo, ottenendo così il diritto di partecipare alla Serie B al suo posto. In questi ultimi anni il Como 1907 ha costruito una squadra estremamente competitiva, attirando giocatrici di grande esperienza come Veronica Boquete, attuale capitana, e le attaccanti Elisa Del Estal e Valentina Giacinti. Oltre a cercare calciatrici forti, non disdegna quelle forti che siano al contempo molto seguite sui social.
Negli ultimi mesi si è fatto notare soprattutto l’arrivo di Tessa Wullaert, appena svincolata dall’Inter. L’attaccante belga era stata la calciatrice ad aver segnato più gol nella passata stagione ed è l’unica giocatrice del campionato italiano candidata al Pallone d’Oro, il più importante premio individuale del calcio.
«C’è ancora molto margine di miglioramento per il calcio femminile italiano sotto molti aspetti e spero che le persone giuste continuino a impegnarsi in tal senso», aveva detto andandosene dall’Inter e alludendo a una ripartenza per l’estero. E invece il Como è riuscito a convincerla a restare in Italia, peraltro in una squadra che arriva dalla Serie B e che non giocherà le competizioni europee.
In estate il Como ha comprato anche la terzina Sofie Svava dal Lione: si dice sia costata 450mila euro, cosa che lo renderebbe l’acquisto più costoso della Serie A.
Tessa Wullaert ha già iniziato a fare le sue grandi giocate, nel suo Como
Quello che fa il Como 1907 non è una novità assoluta nel calcio italiano. Nel 2015, quando la federazione aveva istituito l’obbligo per le società di Serie A maschile di avere un settore femminile, molti club scelsero di acquistare titoli sportivi di squadre già esistenti per evitare di dover partire dalle serie minori, spesso ingaggiando molte nuove giocatrici in pochi mesi. La Juventus nel 2017 acquistò il titolo sportivo del Cuneo e mise a contratto alcune tra le migliori giocatrici in circolazione, come Cristiana Girelli, Barbara Bonansea, Martina Rosucci e altre che costituivano il nucleo storico del Brescia, una delle squadre femminili più vincenti dell’era recente pre-professionistica.
Anche il Como Women è di proprietà straniera. Dal 2024 è controllato dal fondo statunitense Mercury13, che investe solo nel calcio femminile. Lo gestiscono Victoire Cogevina Reynal, già vicepresidente della piattaforma di streaming OneFootball, e Mario Malavé, secondo il quale in Italia il calcio femminile è «un gigante dormiente», un grande potenziale inespresso. Mercury13 ha investito prima nel Como Women, poi in Inghilterra e in Spagna.
L’idea è mettere a fattore comune le risorse, l’individuazione e lo sviluppo dei talenti, distribuendo i rischi dell’investimento. Ma secondo Malavé servono pazienza e lungimiranza: «Riteniamo che il calcio femminile stia solamente ora diventando un business importante. Per cui non vogliamo disinvestire nel breve termine ma stiamo ragionando su investimenti di medio-lungo termine». Mercury13 (il nome è un riferimento a un progetto per sole astronaute fatto negli anni Sessanta in collaborazione con la NASA) privilegia le squadre solo femminili perché «c’è maggiore libertà nel costruire il brand e nel dare un’impronta all’assetto societario».
Nelle ultime cinque stagioni, tutte nella massima serie, il Como Women ha sempre raggiunto una salvezza tranquilla senza però vincere trofei. Ad allenarlo è l’ex calciatore Paolo Tramezzani, che sta allenando una squadra femminile per la prima volta.
Il Como 1907 è invece una delle due squadre di Serie A allenate da una donna: è Selena Mazzantini, la cui vice allenatrice è Patrizia Panico, una delle figure più importanti e influenti nella storia del calcio giocato dalle donne, non solo in Italia.
In questa stagione i due Como si incontreranno all’andata il 14 novembre 2026 in casa del Como 1907, al ritorno il 3 aprile 2027 in casa del Como Women. Lo scorso finesettimana, nella prima giornata di campionato, il Como 1907 ha battuto in casa il Milan per 4-1 e il Como Women ha vinto in trasferta contro la Ternana.



