Cosa è successo sul volo fra Dubai e Tel Aviv
Un pilota ha accoltellato l'altro, ha tentato di far precipitare l'aereo ed è stato fermato dai passeggeri, tutti illesi
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Mercoledì un gruppo di passeggeri del volo 1073 fra Dubai e Tel Aviv ha sventato un tentativo di dirottamento: il copilota ha accoltellato il suo collega nella cabina di pilotaggio, nel tentativo di far precipitare l’aereo. L’intervento dei passeggeri ha reso possibile un atterraggio di emergenza all’aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita. Un passeggero ha subìto lievi ferite a un polso, gli altri sono illesi. A bordo c’è stata enorme confusione: le interviste ai passeggeri e i dati disponibili sulla posizione dell’aereo permettono di farsi un’idea di cosa sia successo, anche se molti elementi rimangono da chiarire.
Il volo della compagnia Flydubai è partito da Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, alle 7:05: a bordo c’erano circa 170 passeggeri, l’aereo era un Boeing 737. In Israele è una settimana di vacanza per la festività di Sukkot, una delle più importanti della religione ebraica. A bordo c’erano quindi perlopiù cittadini israeliani di rientro dalle vacanze, tra cui molte famiglie.
La durata prevista del volo era di tre ore e mezza. Dopo quasi due ore e mezza – erano le 9:21 ora locale, le 7:21 in Italia – l’aereo ha perso altitudine in modo improvviso e molto veloce. Alcuni passeggeri hanno raccontato di aver vissuto «20-30 secondi di una folle caduta libera». Poi si è stabilizzato, poi è sceso ancora: i dati confermano che l’aereo è sceso di circa 5mila metri in meno di un minuto, passando da 10mila a 5mila. Un aereo di linea di quel tipo vola solitamente tra i 9mila e i 12mila metri.
La perdita repentina di quota è stata dovuta a uno scontro fra i piloti nella cabina di comando: il copilota aveva accoltellato il pilota principale, ferendolo gravemente. Secondo quanto ricostruito, prima di accasciarsi a terra il pilota è riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio, normalmente chiusa dall’interno per evitare intrusioni.
In quel momento i passeggeri si erano già resi conto che stava succedendo qualcosa di anomalo. Un gruppo di cinque passeggeri ha lasciato i propri posti ed è andato verso la cabina di pilotaggio. Il passeggero Yaniv Hayun ha detto in seguito di aver trovato la porta aperta, ma bloccata dal corpo del pilota ferito. Lui e un altro passeggero sono riusciti a spalancarla e a entrare: hanno visto il copilota ai comandi, nell’apparente tentativo di far precipitare l’aereo. Hanno raccontato di averlo immobilizzato con una presa alle spalle e di averlo portato fuori dalla cabina, nella zona della cucina, dove poi hanno trasportato anche il pilota ferito.
Hayun ha detto di aver stabilizzato l’aereo tirando la cloche e bloccando la discesa. Spiegando come erano andate le cose al primo ministro Benjamin Netanyahu, che lo ha incontrato a Tel Aviv, Hayun ha detto di essere stato in grado di agire tempestivamente sui comandi perché aveva visto una serie televisiva canadese che ricostruisce le dinamiche di incidenti aerei famosi, Air Crash Investigation.
Poi secondo le testimonianze due piloti presenti sull’aereo come passeggeri hanno preso i comandi e sono riusciti a fare un atterraggio di emergenza. Secondo quanto ricostruito dal Jerusalem Post i due piloti supplementari erano sull’aereo perché possibili ritardi nel traffico regionale avrebbero potuto far superare all’equipaggio originario le ore di servizio consentite. La loro presenza non era legata a questioni di sicurezza.
Intanto altri cinque passeggeri si sono occupati di pilota e copilota. Shota Musayev, un dentista, ha fornito le prime cure al pilota ferito, che aveva tagli profondi alla testa. Gli altri hanno legato il copilota con i cavi degli auricolari di un telefono, ha detto Asaf Rajuan, un altro passeggero.
Alle 9:31, quando il controllo dell’aereo era stato recuperato, è stato emesso un segnale radio Squawk 7700, che indica un’emergenza generale. Sette minuti dopo l’allarme è stato modificato con un codice che segnala un’interferenza illecita, utilizzato per descrivere tentativi di compromettere la sicurezza dell’aereo, come un dirottamento o una presa di ostaggi. Alle 10:45 l’aereo è atterrato a Tabuk.

L’arrivo dei passeggeri a Tel Aviv con un altro volo, nella serata del 30 settembre (AP Photo/Ariel Schalit)
I passeggeri sono poi stati soccorsi e interrogati per ricostruire l’accaduto. Il copilota è stato arrestato: non se ne conosce ancora l’identità, vari media lo indicano come un cittadino dell’Oman, ma non ci sono conferme. I passeggeri sono stati trasferiti in serata all’aeroporto di Tel Aviv con un altro volo.



