La protesta nel carcere di Pisa
È stata trasmessa in diretta su TikTok da alcuni detenuti che denunciavano la presenza di microspie nelle loro celle
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Mercoledì sera c’è stata una protesta nel carcere Don Bosco di Pisa. Secondo i quotidiani locali circa quaranta detenuti si sono chiusi nella loro sezione non facendo entrare nessuno, lanciando acqua e oggetti contro gli agenti. Hanno trasmesso la protesta in un video in diretta su TikTok, in cui denunciano di essere stati presi a manganellate e di aver trovato delle microspie e delle piccole telecamere nascoste nelle loro celle.
Nel video, che poi è circolato sui social, si vedono due detenuti a volto scoperto che dicono in italiano che gli apparecchi di sorveglianza sono stati installati mentre loro erano fuori dalle loro celle, e che rivendicano il diritto di non essere spiati e di parlare liberamente. In un’altra parte della diretta c’è un detenuto che parla in albanese. Gennarino De Fazio, responsabile del sindacato UIL FP Polizia Penitenziaria, ha detto che i detenuti hanno anche versato olio a terra per rendere scivolosi i pavimenti, e ha precisato che non dovrebbero avere con sé degli smartphone.
La situazione sembra essere sotto controllo. Dopo la protesta sono intervenuti carabinieri, polizia e agenti della polizia penitenziaria, e in serata sono arrivati dei negoziatori da Roma. I detenuti hanno chiesto di parlare con il comandante della polizia penitenziaria e con la direttrice del carcere, Alice Lazzarotto.
Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha detto che sta seguendo la vicenda e ha ricordato le condizioni di grave sovraffollamento e le carenze sistemiche nelle carceri italiane. Lo stesso Don Bosco di Pisa sta ospitando oltre 300 detenuti, contro una capienza regolamentare di 199. La situazione è peggiorata dopo la chiusura di una sezione del carcere di Sollicciano, a Firenze, e il trasferimento a Pisa di alcuni detenuti.
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