• Sport
  • Giovedì 1 ottobre 2026

La classifica di un girone di calcio decisa da un sorteggio

In Coppa del Golfo, con due squadre a pari merito anche nei cartellini gialli, e solo perché un calciatore si è tolto la maglia dopo un gol

Musab Al-Shaqsy – giocatore dell'Oman, senza maglia – nella partita del 29 settembre tra Oman e Kuwait (REUTERS/Stringer)
Musab Al-Shaqsy – giocatore dell'Oman, senza maglia – nella partita del 29 settembre tra Oman e Kuwait (REUTERS/Stringer)
Caricamento player

Sono finiti da poco i gironi della Coppa del Golfo, il torneo biennale tra le nazionali maschili di otto paesi del Golfo persico. E tra le quattro squadre in semifinale c’è l’Oman ma non l’Iraq. Eppure giocando nello stesso girone hanno fatto gli stessi punti (4), segnato lo stesso numero di gol (4), subìto lo stesso numero di gol (5) e perfino ricevuto lo stesso numero di cartellini rossi (0) e gialli (8). Per decidere la squadra qualificata è quindi servito un sorteggio, fatto in un albergo.

Quello dei cartellini è l’ultimo criterio a cui si ricorre se sono pari tutti gli altri, per trovare un elemento di merito (la maggiore disciplina) per premiare una squadra anziché l’altra. Oman e Iraq avevano gli stessi cartellini perché, nel festeggiare quello che sarebbe potuto essere il gol decisivo per la qualificazione, l’attaccante omanita Musab Al-Shaqsy si è tolto la maglia, cosa che è stata sanzionata con un cartellino giallo, come prevede il regolamento.

Ricapitoliamo brevemente. Le otto squadre della Coppa del Golfo erano divise in due gironi da quattro ciascuna e per andare in semifinale bisognava essere tra le prime due. Oman e Iraq erano nel girone A con l’Arabia Saudita, che ha vinto tre partite su tre, e con il Kuwait, che le ha perse tutte e tre. Oltre a pareggiare 1-1 tra loro, l’Oman ha vinto 3-1 con il Kuwait e perso 3-0 contro i sauditi; l’Iraq ha perso 2-0 contro i sauditi e vinto 3-2 contro il Kuwait.

Il gol di Al-Shaqsy è stato quello del 3-1 contro il Kuwait, segnato l’altro ieri mentre – in contemporanea, così da evitare biscotti o combine – l’Iraq giocava contro l’Arabia Saudita. Dopo quel gol, segnato all’84°, nelle partite c’è stata incertezza e titubanza, perché i calciatori non sapevano se difendere quel risultato o se invece serviva segnare ancora. Al-Shaqsy non lo sapeva, e nemmeno compagni e tifosi che hanno festeggiato il gol con lui, ma sarebbe bastato non farsi ammonire dopo il gol. Alla fine della loro partita i giocatori dell’Oman erano convinti di essersi qualificati, e hanno festeggiato.

Oman e Iraq erano invece pari in tutti i criteri previsti dal regolamento: in questo caso era previsto un sorteggio. È stato fatto poco dopo le partite con due semplici bussolotti, in una sala abbastanza piena di un albergo di Gedda, la città dell’Arabia Saudita dove entrambe avevano giocato. Ha vinto l’Oman, con grande sollievo – presumiamo, ma è difficile sbagliarsi – da parte di Al-Shaqsy.

I sorteggi per casi di questo tipo sono rari nel calcio: ce ne fu uno nel 2015 in Coppa d’Africa per ragioni simili e nel 1990 era servito un sorteggio per decidere chi considerare secondo e chi terzo, tra Olanda e Irlanda, ai Mondiali di Italia ’90 (ma entrambe le squadre si qualificarono comunque alla fase successiva). Per evitare che qualcosa di simile possa succedere ai Mondiali, dal 2022 c’è un criterio – assente alla Coppa del Golfo – che prevede che in caso di parità si guardi il posizionamento delle due squadre interessate nel ranking FIFA.

Prima ancora a decidere certi risultati, anche molto importanti come per esempio i primi Europei vinti dall’Italia, era un semplicissimo e aleatorio lancio di monetina.

– Leggi anche: Come si faceva quando non c’erano i rigori

La Coppa del Golfo finirà il 6 ottobre e le due semifinali saranno Arabia Saudita-Qatar e Emirati Arabi Uniti-Oman. Il torneo esiste dal 1970 e la squadra che ne ha vinte più edizioni (10 su 26), è il Kuwait.