Il parlamento ungherese ha sospeso l’immunità al primo ministro Péter Magyar
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Lunedì il parlamento ungherese ha votato per sospendere l’immunità al primo ministro Péter Magyar, consentendo ai pubblici ministeri di procedere contro di lui nel processo per furto in cui è imputato. È la prima volta nella storia del paese che viene tolta la protezione legale a un capo di governo mentre è in carica.
Secondo l’accusa nel 2024 Magyar avrebbe rubato e poi gettato nel Danubio il cellulare di un uomo che lo aveva ripreso mentre era in una discoteca, in compagnia di un gruppo di ragazze. Magyar ha negato di aver commesso un furto, e ha sostenuto che il caso contro di lui abbia motivazioni politiche; tuttavia ha invitato i deputati del suo partito di votare per la revoca dell’immunità, dicendo che chi «non ha nulla da nascondere si fa avanti apertamente».
Magyar è il leader del partito conservatore Tisza, e ad aprile ha vinto le elezioni in Ungheria diventando primo ministro dopo sedici anni di governo ininterrotto del primo ministro autoritario Viktor Orbán, di estrema destra. Uno degli obiettivi del suo programma è proprio quello di combattere la corruzione che è dilagata per anni negli ambienti politici ungheresi. Nello stesso voto i parlamentari hanno anche approvato la revoca dell’immunità per Miklós Seszták e Balázs Hankó, due ex ministri del governo di Viktor Orbán, sospettati di corruzione per l’equivalente di alcuni milioni di euro.
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