Haiti ha estradato 18 persone negli Stati Uniti, dove saranno processate per l’assassinio del presidente haitiano Jovenel Moïse

La polizia scorta alcune persone accusate di essere coinvolte nell'omicidio del presidente haitiano Jovenel Moïse a Port-au-Prince, Haiti, 26 maggio 2025 (AP/Odelyn Joseph)
La polizia scorta alcune persone accusate di essere coinvolte nell'omicidio del presidente haitiano Jovenel Moïse a Port-au-Prince, Haiti, 26 maggio 2025 (AP/Odelyn Joseph)

Domenica 18 persone sono state estradate da Haiti in Florida, negli Stati Uniti, per essere processate per il loro presunto coinvolgimento nell’uccisione del presidente di Haiti Jovenel Moïse, avvenuta nel 2021. Tra le persone estradate ci sono 17 ex soldati colombiani e Joseph Badio, un ex funzionario del ministero della Giustizia di Haiti considerato tra i principali ideatori dell’assassinio.

Il processo si svolge in Florida perché, secondo la procura del distretto meridionale della Florida, il complotto per uccidere Moïse fu organizzato in parte negli Stati Uniti, oltre che nella Repubblica Dominicana e ad Haiti. Finora in Florida sono state condannate 12 persone per il loro coinvolgimento nel complotto, tra cui due ex soldati colombiani, un politico haitiano e i proprietari di una società di sicurezza di Miami che hanno assoldato gli uomini incaricati di uccidere Moïse.

Jovenel Moïse fu ucciso nel luglio del 2021 in un attacco armato notturno mentre stava dormendo nella residenza privata del presidente nella capitale Port-au-Prince. Il suo omicidio ha contribuito ad aumentare il disordine e l’insicurezza ad Haiti: ancora oggi molte zone del paese sono considerate insicure per via delle gang criminali. Negli ultimi anni circa 1,5 milioni di persone hanno abbandonato le loro case.