Macklemore è stato escluso dal tour di Ed Sheeran per i suoi commenti pro Palestina
E tutti gli artisti che avrebbero dovuto aprire gli altri concerti si sono ritirati, dichiarando il loro sostegno alla causa palestinese
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Il rapper Macklemore, che stava aprendo i concerti statunitensi del cantante inglese Ed Sheeran, è stato escluso dal tour per aver detto sul palco «Palestina libera» ed essersi espresso a favore del popolo palestinese. Lo ha raccontato in un post pubblicato sui suoi profili social, aggiungendo che Robert Kraft – proprietario del Gillette Stadium vicino a Boston, dove si terrà la prossima data del tour, e sostenitore di Israele – aveva detto a Sheeran che non gli avrebbe permesso di esibirsi assieme a lui. Allo stesso modo, secondo Macklemore, altri proprietari di stadi americani avrebbero detto a Sheeran che i suoi concerti sarebbero stati annullati se non avesse rimosso Macklemore.
Nella giornata di martedì Sheeran ha risposto alle accuse, sostenendo di aver provato inutilmente a trovare un compromesso con i proprietari dei palazzetti e difendendo la sua decisione di non rendere pubbliche le sue posizioni politiche.
Il messaggio però non è stato apprezzato dagli artisti che avrebbero dovuto aprire altri suoi concerti del tour, che in serata si sono ritirati dalle prossime date esprimendo solidarietà nei confronti del popolo palestinese. Fra loro ci sono Finneas (il fratello di Billie Eilish, che oltre a essere il suo produttore ha anche una carriera da solista), il cantante irlandese Aaron Rowe e il gruppo danese Lukas Graham.
Macklemore, il cui vero nome è Ben Haggerty, aveva già aperto due concerti del Loop Tour di Ed Sheeran e avrebbe dovuto esibirsi in altre otto date. Ad attirare le attenzioni sulla sua esibizione e sulle frasi pro Palestina era stata in particolare la cantante Pink. Dopo il concerto di Sheeran del 4 settembre al MetLife Stadium, vicino a New York, aveva ripubblicato sui social un post che accusava Macklemore di fare «propaganda anti-israeliana».
Durante quell’esibizione Macklemore aveva detto di aver voluto partecipare al tour proprio per poter pronunciare dal palco di fronte a migliaia di persone «due parole che mi sono molto care: Palestina libera». Aveva aggiunto poi di voler far sapere alle persone a Gaza e in Cisgiordania che «non sono state dimenticate». Rivolgendosi ai «fratelli e sorelle ebraici», ha detto che «le critiche a Israele, le critiche all’apartheid, essere contro il genocidio, non è una critica a voi».
Nella sua risposta, Sheeran ha detto che la decisione di escludere Macklemore dal resto del tour è dipesa «da come ha espresso parte del suo messaggio durante la sua performance, invece che da tutto ciò che era stato detto». Ha aggiunto di aver parlato con i proprietari degli stadi, tra cui Kraft, per trovare una soluzione condivisa, ma che la loro decisione era definitiva. Infine ha detto che la scelta non è stata presa da lui, ma dai promoter, con cui Macklemore ha firmato il contratto.
Sheeran ha parlato di «sofferenza e dolore da entrambe le parti», sostenendo di avere le sue idee riguardo al conflitto israelo-palestinese, ma di non volerle dire pubblicamente: «non uso la mia piattaforma professionale per la politica», ha detto Sheeran, sostenendo che «se ci concentriamo solo sull’urlare più forte, non cambia niente».
Dopo queste dichiarazioni, tutti i musicisti che avrebbero dovuto aprire le date del tour di Sheeran hanno deciso di rinunciare. Anche la band che suona con Sheeran, il gruppo folk irlandese Beoga, ha abbandonato il tour, «dopo la censura di Macklemore da parte dei lobbisti sionisti».
Macklemore sostiene la causa palestinese da anni, e in particolare dopo l’invasione israeliana della Striscia di Gaza: una delle sue ultime canzoni, “Hind’s Hall”, è dedicata agli studenti della Columbia University e alle loro proteste a sostegno del popolo palestinese.
Kraft ha confermato di aver vietato a Macklemore di esibirsi a causa delle frasi dette durante il concerto del 4 settembre. Ha parlato di una «più ampia storia di retorica e immagini antisemite di Macklemore», sostenendo di trovarle «profondamente offensive e dolorose per la comunità ebraica».
Si riferiva con ogni probabilità a quando, nel 2014, Macklemore si era presentato su un palco indossando una parrucca, una barba finta e un naso finto esageratamente adunco: un travestimento che era stato interpretato come la caricatura dello stereotipo razzista delle persone di religione ebraica. Macklemore si era scusato, sostenendo che quel travestimento era stato assemblato casualmente con una parrucca comprata in Giappone e un naso da strega, indossati per non essere riconosciuto sul palco e non per rappresentare uno stereotipo.



