Trump ha riproposto la falsa teoria sui vaccini e l’autismo
Ha detto che quando se ne somministravano di meno «le persone erano molto più sane e, ovviamente, non si registravano gli alti tassi di autismo che si osservano ora»
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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che raccomanda di ridurre il numero di vaccini somministrati ai bambini, passando da 18 a 11. Nel farlo ha riproposto la teoria antiscientifica che causano l’autismo, molto sostenuta dalla sua amministrazione e in particolare segretario alla Salute Robert F. Kennedy.
Trump ha detto che «in passato i bambini ricevevano solo una minima parte dei vaccini richiesti oggi. Le persone erano molto più sane e, ovviamente, non si registravano gli alti tassi di autismo che si osservano ora».
Il nuovo ordine esecutivo introduce anche una suddivisione in tre categorie: alcuni sono consigliati come obbligatori per tutti, altri solo per i bambini considerati più a rischio (per esempio quelli contro l’epatite A e B) e per altri ancora si raccomanda una discussione tra genitori e medici prima della somministrazione.
Non era mai successo prima che un presidente statunitense intervenisse sulle linee guida dei vaccini infantili, anche se l’ordine di Trump non ha valore di obbligo, perché i vaccini obbligatori sono stabiliti dai singoli stati e non dal governo federale.
Il documento firmato da Trump non dice esplicitamente che i vaccini causano l’autismo, ma lui e la sua amministrazione lo hanno sostenuto spesso. Kennedy è un noto antivaccinista, e da quando è nel governo ha adottato varie misure per scoraggiarne l’uso, tagliando i fondi per la ricerca e licenziando per esempio i precedenti membri del Comitato consultivo sulle pratiche di immunizzazione per sostituirli con altri scettici.
Kennedy ha più volte sostenuto, come ha fatto lunedì Trump, la falsa relazione tra vaccini e autismo, smentita dalla comunità scientifica e da numerosi studi. È una delle più diffuse e radicate tesi antivacciniste, che si deve a una grande frode scientifica risalente alla fine degli anni Novanta. Kennedy sostiene che i vaccini che contengono sali di alluminio sarebbero neurotossici e collegati anche ad asma, malattie autoimmuni e allergie alimentari.
Tra quelli più recenti, uno studio condotto l’anno scorso in Danimarca su oltre un milione di bambini ha ribadito che «non c’è assolutamente alcuna indicazione» che i vaccini con sali d’alluminio possano causare l’autismo o altre malattie. I bambini peraltro sono esposti maggiormente all’alluminio nella loro vita quotidiana rispetto a quello che ricevono dai vaccini.
– Leggi anche: I vaccini e l’autismo
Trump ha poi suggerito che il vaccino MPR — il vaccino trivalente che protegge da morbillo, parotite e rosolia — sia «letale» e che sia meglio separarlo in tre iniezioni singole, fatte a distanza di tempo l’una dall’altra. I Centers for Disease Control and Prevention, l’ente che si occupa di salute pubblica negli Stati Uniti, hanno dichiarato che la maggior parte delle persone a cui è stato somministrato non ha avuto problemi seri e che non ci sono benefici nel separare il vaccino combinato MMR in tre dosi. Hanno anzi ricordato che ritardare o saltare le iniezioni espone a molti rischi, e che il 2026 è stato l’anno peggiore per i casi di morbillo da decenni.


