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  • Lunedì 31 marzo 2025

Non si sa ancora quanti dispersi ci siano in Myanmar

I soccorsi dopo il terremoto di venerdì stanno andando a rilento, e si stima che i morti possano salire a 10mila

Un monaco buddista cammina vicino a una pagoda crollata dopo un terremoto a Mandalay, nel Myanmar centrale, domenica 30 marzo 2025 (AP Photo/Thein Zaw)
Un monaco buddista cammina vicino a una pagoda crollata dopo un terremoto a Mandalay, nel Myanmar centrale, domenica 30 marzo 2025 (AP Photo/Thein Zaw)
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A circa tre giorni dal terremoto di magnitudo 7.7 avvenuto venerdì in Myanmar è ancora impossibile sapere quante siano le persone disperse: al momento sono stati contati almeno 2.056 morti, ma secondo un modello del Servizio Geologico degli Stati Uniti, un’agenzia indipendente del governo statunitense, potrebbero arrivare a 10mila. I soccorsi stanno procedendo a rilento sia per la difficoltà di raggiungere le zone più colpite, sia per via della guerra civile in corso fra la giunta militare al governo e i ribelli e la generale situazione critica in cui si trovava il paese già prima del terremoto.

Per questo motivo la maggior parte dei soccorsi è portata avanti in modo improvvisato da residenti e familiari delle persone disperse. Le poche squadre di soccorso ufficiali a Naypyidaw, la capitale del paese, stanno dando la priorità agli edifici crollati dove si trovavano gli uffici governativi, e la popolazione è ancora costretta a condurre le ricerche a mani nude, con temperature che di giorno possono superare i 40 gradi.

Oltre ad alcune squadre di ong e organizzazioni locali e internazionali che si trovavano già in Myanmar, in aiuto sono arrivate durante il fine settimana alcune squadre dalla Thailandia, dalla Cina, dall’India, dalla Russia e dalle Nazioni Unite, che attraverso l’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno avviato un’urgente richiesta di donazioni per sostenere i soccorsi. L’agenzia di stampa statale cinese Xinhua ha detto che una squadra di soccorritori cinesi ha soccorso un uomo anziano che era bloccato sotto alle macerie di un ospedale di Naypyidaw da quasi 40 ore e che molte altre persone potrebbero trovarsi nello stesso luogo.

Un fermoimmagine di un video pubblicato dall’ufficio stampa del ministero delle Emergenze russo domenica che mostra soccorritori russi e cinesi durante un’operazione di soccorso a Mandalay, in Myanmar (Russia Emergency Ministry Press Service via AP)

Il loro intervento era stato richiesto dalla giunta militare, che già venerdì aveva chiesto aiuti dall’estero «il prima possibile». È stato un fatto eccezionale per un paese estremamente isolato a livello internazionale per via del colpo di stato con cui la giunta prese il potere nel 2021. Oltre al numero delle persone morte, che sicuramente aumenterà, è stato stimato che le perdite economiche del paese potrebbero superare il valore del prodotto interno lordo, sempre secondo il Servizio Geologico degli Stati Uniti.