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  • Venerdì 28 febbraio 2025

9mila soldati statunitensi devono lasciare Okinawa da 12 anni, ma sono ancora lì

Né il governo americano né quello giapponese sembrano avere fretta, soprattutto per ragioni di sicurezza

Soldati statunitensi durante un'esercitazione a Okinawa (AP Photo/Lee Jin-man)
Soldati statunitensi durante un'esercitazione a Okinawa (AP Photo/Lee Jin-man)

Okinawa è la più meridionale, la più piccola e la meno popolata delle cinque isole maggiori dell’arcipelago giapponese. Occupa meno dell’1 per cento del territorio totale, ma ospita circa 18mila soldati statunitensi, la metà di quelli ancora oggi presenti in Giappone. Nel 2012 Stati Uniti e Giappone stabilirono che 9mila di loro, fra marines e soldati della Marina, avrebbero dovuto lasciare Okinawa e il paese: era la conclusione di negoziati iniziati molto prima. Alla fine del 2024, più di dieci anni dopo la firma di quell’accordo, i primi 105 soldati statunitensi sono stati ricollocati altrove, nella base di Guam, un’isola della Micronesia che è un territorio non incorporato degli Stati Uniti.

Né il governo statunitense né quello giapponese sembrano avere troppa fretta di colmare il ritardo accumulato, anche per via della presenza cinese nell’area del Pacifico, vista dal Giappone come una minaccia, e del programma nucleare nordcoreano. A Okinawa però la presenza delle basi americane è molto contestata almeno da una parte della popolazione locale.

Okinawa fa parte dell’arcipelago Ryukyu, che fu indipendente fino al 1879, quando venne annesso dal Giappone. Nella Seconda guerra mondiale gli Stati Uniti la conquistarono nel giugno del 1945 dopo una cruenta battaglia durata 82 giorni. L’occupazione statunitense del Giappone durò fino al 1953, ma per l’isola di Okinawa e altre dell’arcipelago Ryukyu durò vent’anni in più, fino al 1972. Sull’isola restarono anche in seguito 13 basi statunitensi e 48 aree di addestramento, che ancora oggi occupano il 25 per cento del territorio dell’isola.

La bandiera statunitense sull’isola di Akashima, nell’arcipelago Ryukyu (AP Photo/U.S. Coast Guard via Navy Radiophoto)

La presenza dei militari statunitensi viene contestata dalla popolazione locale sin dagli anni Sessanta, anche per alcuni episodi violenti.

Nel 1995, per esempio, tre soldati della base Camp Hansen, la seconda più grande sull’isola, noleggiarono un furgone, si procurarono nastri adesivi e corde e poi rapirono e stuprarono una ragazzina di 12 anni all’uscita da scuola. Dopo alcune ore la liberarono. Lei fu in grado di ricordare la targa del furgone e in seguito di identificare i tre soldati, che alla fine furono condannati a pene fra i sei anni e mezzo e i sette anni di carcere. Le iniziali resistenze a collaborare dei comandanti statunitensi provocarono però ulteriori proteste e risentimento verso i militari, oltre che verso il governo giapponese, accusato di avere meno attenzioni per l’isola rispetto ad altre parti del Giappone.

Una protesta del 2015 (AP Photo/Shizuo Kambayashi)

Le trattative per lo spostamento delle basi iniziarono subito dopo, e un primo accordo del 1996 prevedeva già che la maggior parte di queste fossero trasferite nel nord dell’isola entro sette anni. Non gli fu dato seguito.

Capo Hedo, sull’isola di Okinawa (AP Photo/Hiro Komae)

I casi di crimini e violenza da parte di soldati statunitensi sono proseguiti negli anni in modo piuttosto ricorrente: ancora nel 2024 quattro soldati statunitensi sono stati accusati di violenza sessuale nei confronti di alcune donne giapponesi.

Un centro commerciale molto frequentato dai soldati (AP Photo/Hiro Komae)

C’è però anche chi è favorevole alla loro presenza, sia per ragioni di sicurezza che di indotto economico.

Intanto Okinawa viene considerata di grande importanza per la sua posizione, molto più di quanto non fosse nel 1996 e anche nel 2012, quando fu firmato l’accordo che avrebbe dovuto dimezzare il numero di soldati presenti sull’isola. È molto vicina a Taiwan, intorno a cui la marina della Cina ha svolto esercitazioni e che il regime comunista cinese ritiene destinata a “riunificarsi col resto del paese”. Dalla base aerea di Kadena, sull’isola di Okinawa, partono frequenti missioni di sorveglianza aerea nel mar Cinese meridionale, un’altra area di tensione fra diversi paesi (soprattutto Cina e Filippine).

Le basi a Okinawa sono funzionali anche in relazione ai rapporti con la Corea del Nord e furono utilizzate durante le guerre di Corea e del Vietnam.

La base aerea Futenma a Ginowan, nel sud di Okinawa (AP Photo/Hiro Komae)