Gli articoli del Post da ascoltare questa settimana

Sul probabile prossimo cancelliere tedesco, l'economia dei safari, la “remigrazione”, la formalità nei rapporti e il finto principato di Seborga

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Ogni settimana le giornaliste e i giornalisti del Post leggono alcuni degli articoli che hanno scritto, scelti tra quelli più interessanti o significativi, spiegando in un’introduzione le ragioni per cui sono stati pensati e pubblicati. Le registrazioni escono sull’app del Post e sul sito ogni domenica: questa settimana Matteo Castellucci parla del prossimo probabile cancelliere tedesco; Valerio Clari spiega la serietà dell’economia dei safari; Luca Misculin fa chiarezza sulla “remigrazione”; Antonio Russo si chiede se dobbiamo rivolgerci agli altri in modo più formale; e Susanna Baggio racconta cos’ha visto a Seborga, un posto che si crede un principato.

Tutti gli articoli letti fanno parte di una raccolta che si chiama Ascolta e sono disponibili gratuitamente per tutte le persone registrate con il Post. Anche la registrazione al Post è gratuita, e per farla basta premere “play” su uno degli articoli da ascoltare e seguire le istruzioni.

Friedrich Merz, alla fine
Il probabile prossimo cancelliere tedesco fu ostracizzato per molti anni nella CDU, per la sua rivalità con Angela Merkel: ora sembra arrivato il suo momento

L’economia dei safari è una cosa seria
Per alcuni stati africani vale il 10 per cento del PIL, ma il modello attuale ha parecchi problemi, fra cui la distribuzione della ricchezza e il rischio di diventare elitario

Cos’è esattamente questa “remigrazione”
Indica un’ideologia di estrema destra che sta diventando popolare un po’ in tutta Europa, e ora qualcuno ha iniziato a usarla anche in Italia

Dovremmo rivolgerci agli altri in modo più formale?
L’attitudine a darsi del tu e chiamarsi per nome più spesso che in passato non implica che sia sempre appropriato e inoffensivo farlo

La «favola» del principato di Seborga
È un borgo ligure che rivendica una fantomatica indipendenza, ma nonostante una bandiera, un inno e una principessa la legge è quella italiana