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  • Giovedì 20 febbraio 2025

Hamas ha consegnato i primi corpi degli ostaggi israeliani morti

Tra cui ci dovrebbero essere quelli di Shiri Bibas e dei suoi due figli piccoli, che negli ultimi mesi erano diventati molto noti in Israele

Miliziani di Hamas consegnano una delle bare con i corpi di quattro ostaggi israeliani (AP Photo/Jehad Alshrafi)
Miliziani di Hamas consegnano una delle bare con i corpi di quattro ostaggi israeliani (AP Photo/Jehad Alshrafi)

Giovedì mattina Hamas, il gruppo radicale palestinese che controlla la Striscia di Gaza, ha consegnato alle autorità israeliane i primi corpi degli ostaggi israeliani rapiti durante l’attacco del 7 ottobre del 2023 e morti durante la prigionia. La restituzione fa parte degli accordi sul cessate il fuoco fra Israele e Hamas, in vigore da circa un mese. Per giovedì non è previsto il rilascio, in cambio, di nessun detenuto palestinese.

Hamas ha restituito quattro corpi, come stabilito dagli accordi. La consegna è avvenuta attraverso la Croce Rossa, che in una zona vicino a Khan Yunis, nel sud della Striscia, ha caricato sui propri mezzi quattro bare con dentro i corpi. Le ha poi portate a membri dell’esercito israeliano all’interno della Striscia di Gaza, che a loro volta li porteranno in Israele.

Tre dei quattro corpi dovrebbero appartenere a persone particolarmente note anche al di fuori di Israele: sono Shiri Bibas e i suoi figli Ariel e Kfir, che è stato il più giovane ostaggio rapito da Hamas il 7 ottobre (all’epoca aveva nove mesi). Il video di Bibas che tiene in braccio i suoi due figli mentre viene portata via dal kibbutz di Nir Oz fece molta impressione agli israeliani. Da allora le foto di Bibas e dei suoi due figli si sono viste spesso alle manifestazioni che chiedevano al governo israeliano di accelerare i negoziati per liberare gli ostaggi. Il quarto corpo è quello dell’attivista e giornalista Oded Lifshitz (marito di una delle prime persone prese in ostaggio liberate da Hamas).

Il 7 ottobre venne rapito anche il marito di Bibas, Yarden, che durante la prigionia era stato tenuto in un luogo diverso da moglie e figli. Yarden Bibas è stato liberato vivo il 1° febbraio 2025: da allora la sua famiglia insisteva per avere notizie certe su Shiri, Ariel e Kfir. Hamas sostiene che i tre siano stati uccisi nei primi mesi dell’invasione israeliana della Striscia di Gaza da un bombardamento israeliano.

Come era già accaduto altre volte, Hamas ha fatto della consegna di questi ostaggi morti un momento propagandistico, con una cerimonia che è stata definita dal portavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres come «ripugnante e crudele». In linea con le precedenti liberazioni di ostaggi, che erano stati fatti salire su un piccolo palco prima di essere consegnati alla Croce Rossa, anche questa volta Hamas aveva montato un podio, dove aveva disposto le quattro bare. Dietro di loro era però stato anche messo un cartellone che rappresentava il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu come un vampiro che si nutriva del sangue delle quattro persone uccise, con la scritta: «Il criminale di guerra Netanyahu e il suo esercito nazista li hanno uccisi con i missili [lanciati] da aerei sionisti».

Parlando con Reuters, l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani Volker Turk ha detto che la cerimonia ha violato le regole del diritto internazionale, che impongono di rispettare la dignità delle persone uccise e delle loro famiglie al momento della restituzione dei loro corpi.

Il cartellone montato da Hamas nel luogo in cui ha consegnato le bare alla Croce Rossa (AP Photo/Abdel Kareem Hana)

Al momento comunque non ci sono elementi sufficienti per stabilire come siano morte le quattro persone i cui corpi sono stati restituiti giovedì. Israele ha fatto sapere che prima di confermare ufficialmente la morte di Shiri Bibas e dei suoi due figli analizzerà il DNA dei corpi che verranno restituiti da Hamas, ma non sembra ci siano molte possibilità che sia avvenuto uno scambio di persona e che i tre siano ancora vivi.

Hamas dovrebbe liberare sabato gli ultimi 6 ostaggi vivi il cui rilascio è previsto per la prima fase del cessate il fuoco. In cambio, Israele rilascerà altri detenuti palestinesi (finora ne ha rilasciati circa un migliaio).

Insieme agli ultimi ostaggi vivi, entro l’inizio di marzo Hamas dovrebbe riconsegnare anche i corpi di altri 8 ostaggi morti durante la prigionia. Se tutto filerà liscio alla fine della prima fase del cessate il fuoco Hamas avrà ancora circa 60 ostaggi, tutti uomini, metà dei quali si ritiene siano morti.