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  • Lunedì 17 febbraio 2025

Le indagini sulla morte di Luca Canfora, costumista del film “Parthenope”

Nel 2023 fu trovato in mare a Capri: la famiglia non crede all'ipotesi del suicidio e ha assunto un proprio consulente

Veduta dall'alto della Via Krupp, la strada che parte dai Giardini di Augusto e arriva fino a Marina Piccola, Capri, 24 giugno 2023 (ANSA/ GIUSEPPE CATUOGNO)
Veduta dall'alto della Via Krupp, la strada che parte dai Giardini di Augusto e arriva fino a Marina Piccola, Capri, 24 giugno 2023 (ANSA/ GIUSEPPE CATUOGNO)

La mattina del primo settembre del 2023, durante le riprese del film Parthenope di Paolo Sorrentino, il corpo del noto costumista 51enne Luca Canfora venne trovato nel mare di Capri. Finora l’indagine sulla sua morte, condotta dalla polizia e coordinata dalla procura di Napoli, non aveva avuto grandi sviluppi, ma qualcosa si è mosso negli ultimi giorni: per martedì 18 febbraio è stato convocato Giuseppe Canfora, fratello di Luca, che aveva presentato un esposto per chiedere un supplemento di indagini affinché venga verificata l’ipotesi dell’omicidio. La famiglia di Canfora, infatti, ha fin dal primo momento respinto l’ipotesi del suicidio sulla quale le indagini sembrano essersi invece concentrate.

Al momento della sua morte Luca Canfora stava lavorando al film di Sorrentino. A fine agosto l’intera troupe si era trasferita a Capri per girare la sequenza del suicidio di uno dei personaggi, che a un certo punto della storia si butta nel vuoto dall’area dei Giardini di Augusto, una serie di terrazze a strapiombo sul mare. È sotto quel tratto di costa che il corpo di Canfora è stato trovato da due canoisti.

Sul corpo dell’uomo è stata eseguita un’autopsia che, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, non ha riscontrato fratture. Questo è uno dei particolari che hanno convinto la famiglia a chiedere di valutare l’ipotesi dell’omicidio. La scogliera da dove si sarebbe lanciato Luca Canfora non finisce direttamente in mare, ma su una serie ampia di gradoni contro i quali un corpo in caduta avrebbe quasi certamente urtato (da un’altezza di diverse decine di metri). Non è chiaro però, aggiunge il Corriere, «se le radiografie che avrebbero potuto rilevare le fratture siano state fatte o se l’immediata individuazione, al di là di ogni dubbio, della causa del decesso, abbia indotto il medico legale a non eseguire ulteriori esami».

Nel frattempo la famiglia di Canfora si è rivolta all’ex comandante del Reparto Investigazioni Scientifiche (RIS) Luciano Garofano per una consulenza. Non sono ancora note le conclusioni alle quali è arrivato Garofano, ma è probabile che proprio di questo parlerà Giuseppe Canfora durante l’incontro con la polizia che l’ha convocato. In un’intervista pubblicata oggi su Repubblica, Canfora ha anticipato che l’ipotesi del suicidio «non è compatibile con l’area in cui è successo»: «Mio fratello non può essere precipitato dai Giardini di Augusto, avrebbe preso gli scogli. Me lo conferma un tecnico», ha detto.

Giuseppe Canfora ha anche aggiunto che la conversazione avuta con il fratello il 31 agosto non lo aveva allarmato in nessun modo: «Il 31 agosto era normalissimo. Mi ha detto che era impegnato, il giorno dopo è morto. Ci sono delle foto con la troupe che lo ritraggono il 31 agosto col volto solare, rilassato. Quella è la faccia di uno che si vuole suicidare dopo meno di 24 ore?». È possibile che dopo l’incontro tra Giuseppe Canfora e la polizia il pubblico ministero titolare del fascicolo, il sostituto procuratore Silvio Pavia, decida di far riesumare il corpo di Canfora per eseguire una nuova autopsia.

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Dove chiedere aiuto
Se sei in una situazione di emergenza, chiama il numero 112. Se tu o qualcuno che conosci ha dei pensieri suicidi, puoi chiamare il Telefono Amico allo 02 2327 2327 oppure via internet da qui, tutti i giorni dalle 10 alle 24.
Puoi anche chiamare l’associazione Samaritans al numero 06 77208977, tutti i giorni dalle 13 alle 22.