In Nicaragua è stata approvata la riforma costituzionale che rende Daniel Ortega e sua moglie co-presidenti

Rosario Murillo e Daniel Ortega, co-presidenti del Nicaragua (AP Photo/Alfredo Zuniga, File)
Rosario Murillo e Daniel Ortega, co-presidenti del Nicaragua (AP Photo/Alfredo Zuniga, File)

L’Assemblea nazionale del Nicaragua (il parlamento unicamerale del paese) ha approvato in via definitiva una riforma della Costituzione che rafforza i poteri del presidente autoritario Daniel Ortega, e prevede che sua moglie Rosario Murillo, che finora era vicepresidente, diventi co-presidente insieme a lui. La riforma era stata approvata in prima lettura a novembre e non c’erano dubbi che superasse anche il secondo voto, dato che il parlamento è controllato dal governo.

Ortega è presidente del Nicaragua dal 2007 (aveva governato anche tra il 1979 e il 1990), ed è considerato da avversari e organizzazioni internazionali come un dittatore. Con la riforma della Costituzione lui e sua moglie Murillo avranno formalmente gli stessi poteri. Ortega ha 79 anni, e da tempo circolano informazioni non confermate sul fatto che abbia problemi di salute: la riforma permetterà di garantire la presidenza a Murillo anche dopo la morte di Ortega, e di predisporre quindi una successione al potere interna alla famiglia.

Oltre alla creazione della carica di co-presidente, la riforma rafforza notevolmente i poteri di Ortega e Murillo e il controllo che hanno sul parlamento. Elimina inoltre la separazione dei poteri nello stato (che nei fatti già non funzionava) permettendo ai presidenti di nominare e revocare tutte le persone a capo delle istituzioni pubbliche del Nicaragua, compresi ministri, viceministri, procuratori e diplomatici. Allunga inoltre il mandato presidenziale da cinque a sei anni (ma in Nicaragua le elezioni presidenziali non sono libere: alle ultime, nel 2021, la vittoria di Ortega era scontata).