Il Garante della privacy ha disposto alcune limitazioni che impediscono l’uso di DeepSeek in Italia

(AP Photo/Andy Wong)
(AP Photo/Andy Wong)

Giovedì il Garante della privacy, l’autorità italiana per la protezione dei dati personali, ha emesso un provvedimento di limitazione del trattamento dei dati degli utenti italiani nei confronti di Hangzhou DeepSeek Artificial Intelligence e di Beijing DeepSeek Artificial Intelligence, le società cinesi che forniscono il servizio di chatbot DeepSeek, di cui si è molto parlato negli ultimi giorni. Come era successo anche con ChatGPT. Nella pratica, questo vuol dire che DeepSeek non potrà più operare legalmente in Italia fino a quando non adeguerà le proprie politiche di trattamento dei dati degli utenti alle leggi europee e italiane: secondo il Garante, giovedì le aziende avevano comunicato di non ritenere che queste leggi si applicassero a loro.

Il Garante ha anche avviato un’istruttoria simile a quella che aveva disposto nei confronti di ChatGPT nel marzo del 2023: anche in quel caso il sospetto era che OpenAI raccogliesse i dati personali degli utenti italiani in modo illecito. Il Garante aveva poi dato una scadenza a OpenAI in modo che adottasse le misure richieste dall’Italia, cosa l’azienda aveva poi fatto.