Circa 70 persone sono state uccise in un attacco a un ospedale del Darfur, in Sudan

Soldati del gruppo paramilitare sudanese Forze di supporto rapido (AP Photo/Hussein Malla, File)
Soldati del gruppo paramilitare sudanese Forze di supporto rapido (AP Photo/Hussein Malla, File)

Circa 70 persone sono state uccise in un attacco all’unico ospedale funzionante di Al Fashir, la capitale della regione del Darfur settentrionale, in Sudan. La stima è stata diffusa dal direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, che ha parlato anche di 19 persone ferite. Per i funzionari locali i responsabili dell’attacco sono le Forze di supporto rapido (RSF nell’acronimo inglese), un gruppo paramilitare che per dimensioni è paragonabile a un esercito e contro cui le forze armate sudanesi stanno combattendo dall’aprile del 2023 per la spartizione del potere e il controllo del paese dopo il colpo di stato del 2021.

In un post su X Ghebreyesus ha scritto che al momento dell’attacco c’erano molti pazienti in cura al Saudi Teaching Maternal Hospital. L’ospedale si trova vicino alla zona dove si combatte ed era già stato attaccato in passato. La guerra in Sudan ha comportato una gravissima crisi umanitaria: si stima che finora siano state uccise più di 60mila persone, che 11 milioni siano state costrette a lasciare le loro case e che una parte sempre più consistente dei circa 50 milioni di abitanti del paese rischi di subire i danni di una grave carestia.

– Ascolta anche: Capirci qualcosa degli scontri in Sudan, con Sara De Simone