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  • Giovedì 20 giugno 2024

Mark Rutte dovrebbe diventare il prossimo segretario generale della NATO

Il primo ministro uscente dei Paesi Bassi ha ottenuto il sostegno dell’ultimo paese che mancava, la Romania, e potrà entrare in carica ad ottobre

La foto mostra Mark Rutte, che è il primo ministro uscente dei Paesi Bassi, parlare con i giornalisti al Consiglio Europeo, il 18 giugno
Mark Rutte, che è il primo ministro uscente dei Paesi Bassi, parla con i giornalisti al Consiglio Europeo, il 18 giugno (AP Photo/Omar Havana)
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Il primo ministro uscente dei Paesi Bassi, Mark Rutte, dovrebbe diventare il prossimo segretario generale della NATO, l’alleanza militare che include buona parte dei paesi occidentali. Il segretario viene indicato all’unanimità tra i 32 paesi della NATO e giovedì Rutte ha ottenuto il sostegno della Romania, che era l’ultimo stato a non aver ancora appoggiato la sua candidatura. Rutte dovrebbe entrare in carica a ottobre, quando scadrà il mandato dell’attuale segretario Jens Stoltenberg che era iniziato nel 2014 ed era già stato prorogato quattro volte, l’ultima un anno fa.

La Romania rappresentava l’ultimo ostacolo per Rutte, che si è proposto a partire dal novembre dell’anno scorso, perché il presidente romeno Klaus Iohannis ambiva a sua volta alla guida della NATO. Ma giovedì, durante una riunione del Consiglio nazionale di difesa del paese, Iohannis ha detto che aveva comunicato agli altri membri dell’alleanza d’aver ritirato la propria candidatura. Così Rutte ha ottenuto l’ultimo parere favorevole di cui aveva bisogno. Martedì aveva ricevuto il sostegno di Ungheria e Slovacchia: un passaggio non scontato perché entrambi i paesi sono governati da partiti sovranisti con posizioni filorusse e critiche nei confronti della NATO.

Per convincere questi due governi a sostenerlo, Rutte aveva fatto alcune concessioni, soprattutto all’Ungheria. Il primo ministro ungherese Viktor Orbán era stato l’unico ad appoggiare la candidatura di Iohannis, presentata a marzo, e martedì ha incontrato Rutte a Bruxelles, durante il primo incontro informale tra i leader europei dopo le elezioni.

Orbán si è fatto garantire che, durante l’eventuale mandato di Rutte, i soldati ungheresi non parteciperanno ad attività della NATO in Ucraina e che a queste non saranno destinati fondi ungheresi. Sono impegni che il primo ministro ungherese, la cui propaganda sta puntando molto su un “pacifismo” di facciata, potrà rivendicare con l’opinione pubblica del proprio paese. Nel caso della Slovacchia, invece, il presidente Peter Pellegrini ha detto che il sostegno a Rutte è legato alla richiesta che quest’ultimo, quando sarà a capo della NATO, garantisca la protezione dello spazio aereo slovacco.

Il prossimo segretario generale, carica che prevede un mandato quadriennale, verrà nominato ufficialmente durante il prossimo vertice NATO, che si terrà a Washington dal 9 all’11 luglio. La conferma del sostegno dei 32 stati membri dell’alleanza potrebbe avvenire nei giorni precedenti con una riunione degli ambasciatori. «Penso che sia un candidato molto forte. Ha parecchia esperienza come primo ministro», ha detto di lui in questi giorni l’attuale segretario Stoltenberg.

Rutte era rimasto finora in carica come primo ministro perché nei Paesi Bassi non si era ancora formato un governo dopo le elezioni dello scorso novembre. A metà maggio si è infine formata una coalizione tra populisti e centrodestra guidata dal Partito per la libertà (PVV) di Geert Wilders che ha da poco trovato un’intesa sul nome del prossimo primo ministro, Dick Schoof, che entrerà ufficialmente in carica tra pochi giorni, il 2 luglio. Tre nederlandesi (Dirk Stikker, Joseph Luns e Jaap de Hoop Scheffer) sono già stati segretari generali della NATO.

Nei suoi 14 anni da primo ministro, è stato fatto notare, i Paesi Bassi non hanno mai raggiunto l’obiettivo – fissato dalla NATO per gli stati membri e su cui Stoltenberg aveva molto insistito – di destinare alle spese militari il 2 per cento del PIL.