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  • Cultura
  • Sabato 13 novembre 2010

Il libro ritagliato di Jonathan Safran Foer

Visual Edition pubblica come secondo titolo il nuovo libro di Jonathan Safran Foer

di Chiara Lino

Combiniamo tre elementi. Il primo è Jonathan Safran Foer, autore di Ogni cosa è illuminata e di Molto forte, incredibilmente vicino, da sempre attento alla parte visuale delle sue storie: se il primo romanzo indugiava sulla forma sinuosa dei titoli dei capitoli, il secondo caratterizza la molteplicità di voci da cui è raccontato grazie ad una serie di invenzioni grafiche, tipografiche e fotografiche a metà tra album di foto, flusso di coscienza e raccolta di vecchie lettere mai spedite. Nel saggio Se niente importa, sul perché mangiamo la carne, ogni capitolo è introdotto da un’infografica.

Il secondo elemento è Visual Edition, casa editrice londinese nata nel 2009 e con soli due titoli all’attivo, che ha come obiettivo quello di annullare la distinzione tra libro di design e romanzo. Dal loro sito:

L’idea di creare VE viene dall’incontro tra il nostro amore per i libri e l’impertinente desiderio di fare le cose diversamente, in modo che ogni nostro lavoro si traduca in un’esperienza per il lettore e per tutti gli autori e designer con cui lavoriamo. Ciò che facciamo è assicurarci che tutto questo amore e questa impertinenza si traduca in libri scritti e costruiti meravigliosamente. Ci chiediamo perché debba esserci una distinzione così netta tra libri di narrativa, prevalentemente o totalmente testuali, e libri di arte e design caratterizzati dalla quantità di immagini. […] Crediamo che la capacità di assorbire informazioni visive modifichi il modo in cui leggiamo, si sommi all’esperienza che ricaviamo dalla lettura e al modo in cui assimiliamo e comprendiamo ciò che le storie ci raccontano: attraverso parole e immagini.

Il terzo elemento è la raccolta di racconti di Bruno Schulz, autore ebreo polacco ucciso durante la seconda guerra mondiale, The Street of Crocodiles (in Italia il racconto La via dei coccodrilli è stato pubblicato da Einaudi all’interno della raccolta di racconti di Schulz “Le botteghe color cannella”): è il libro preferito di Foer, che ha deciso di usarlo come base per costruire il suo nuovo libro interattivo.

Nasce così Tree of Codes, un romanzo che è anche un esperimento grafico e tipografico, un libro che è anche una scultura: ritagliando parole o intere frasi, lasciando intravedere il testo delle pagine successive, si crea una storia nuova e al tempo stesso un bellissimo oggetto. Ne parla in un’intervista a Vanity Fair:

Ci sono cose per cui hai un amore passivo, altre che ami attivamente. In questo caso, sentivo il bisogno di fare qualcosa con The Street of Crocodiles. Poi ho cominciato a riflettere su come sono fatti i libri, come saranno in futuro, come la loro forma stia cambiando molto velocemente. Se non ci dedichiamo una riflessione approfondita, non andrà a finire bene. C’è un’alternativa agli e-book. E io amo la fisicità dei libri.

[…] Bruno Schulz è considerato uno delle menti artistiche più geniali del ventesimo secolo. È stato ucciso da un ufficiale nazista durante la guerra. Non conosco nessun altro libro con degli estimatori tanto appassionati… È talmente inusuale. C’è una qualità di scrittura che spinge ad avere un’opinione totalizzante. Come la religione. Dio non “potrebbe” esistere: o esiste o non esiste. Questo libro può essere considerato geniale o una nullità assoluta. E sono molto attratto da questa scommessa. Come con tutti i grandi artisti, Jackson Pollock, John Cage, Beckett o Joyce… non puoi restare indifferente.

[…] Non sono interessato alla sperimentazione fine a sé stessa. Ciò che mi interessa è creare un’opera che rapisca il lettore. Che lo trasporti in un altro luogo, pura magia.